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COMPARONI E ''L'ALTRO''. SULLE TRACCE DI SILVIO D'ARZO
Paolo Lagazzi



Novembre 1992

Collana Il Castello di Atlante
Formato 13x21
Pagine 144
Prezzo di copertina: 11,36 euro
ISBN 88 85258 03 4

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Nessun narratore del Novecento ha scontato la sua originalità in un così profondo destino di solitudine – o d'invisibilità – come Silvio D'Arzo (lo pseudonimo preferito di Ezio Comparoni). "La sua figura dolce e fiera, sognatrice e temeraria" – ha pur scritto Attilio Bertolucci – è "rimasta a turbare la coscienza di quanti credono in una letteratura non effimera"; ma alla quotazione altissima della sua opera, presso i conoscitori, ha sempre corrisposto la disattenzione pressochè totale del grande pubblico. Non molto più felice è la situazione dello scrittore sul piano critico. Nonostante lavori di scandaglio anche ottimi (come quelli di Anna Luce Lenzi e di Eraldo Affinati) e un convegno svoltosi a Reggio Emilia, infiniti problemi restano aperti nel campo degli studi darziani, sia sul piano dell'accertamento filologicotestuale che su quello propriamente interpretativo. Pur senza addentrarsi in questioni di carattere strettamente filologico, e fuori da ogni disegno di taglio monografico, i saggi di Paolo Lagazzi qui raccolti offrono spunti di notevole rilevanza critica: con essi ogni futura indagine sullo scrittore non potrà evitare di misurarsi. Completa il volume uno straordinario racconto di D'Arzo, scritto probabilmente intorno al 1950 e intitolato Una storia così (qui edito per la prima volta integralmente). Il racconto è tra i più delizioni divertissement darziani.

L'autore

Paolo Lagazzi è nato a Parma nel 1949, e qui vive e lavora. I suoi studi e interessi spaziano dalla letteratura italiana del Novecento al romanzo giallo, alla magia e allo Zen. È autore di una monografia su Attilio Bertolucci (La Nuova Italia, 1981; premio Biella per la critica): e, dello stesso, ha curato un'antologia, Al fuoco calmo dei giorni (Bur, 1991). Oltre all'edizione di Essi pensano ad altro (Garzanti) ha curato due scelte dell'opera poetica di Gian Carlo Conti (Chiudere gli occhi, Comune di Parma, 1983, in collaborazione con Giorgio Cusatelli; Non si ricordano più, Guanda, 1991) e un'antologia della rivista "Palatina" (La Pilotta, Parma, 1981). Collabora a varie riviste letterarie e programmi culturali della RAI; dal 1986 al 1988 ha diretto "Il nuovo Raccoglitore". Ha ideato e organizzato il convegno "Officina parmigiana – La cultura letteraria a Parma nel Novecento", svoltosi a Parma dal 23 al 25 maggio 1991.


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...Io non sono dove
pensavate di trovarmi...
Starobinski

Sono passati molti anni e ancora Silvio D'Arzo ci sfugge. Dalla sua bisaccia magica è appena uscito un altro romanzo breve, Essi passano ad altro. Un titolo molto inglese, e un po' ironico. Idealmente dedicato a quei critici per cui D'Arzo non è mai stato un problema. Certo, D'Arzo e la prosa d'arte: poi, passato il tempo debito, con una guerra mondiale tra il Corsiero e Casa d'altri, il risveglio nel dopoguerra. Ma: "tutto qui?", potremmo chiederci oggi con il nostro autore. E, si badi, non era davvero lui a pretendere, sul piano storico, attenuanti: ma anzi, con quei suoi quasi sarcastici scorci della società letteraria d'anteguerra (nella prefazione a Nostro lunedì e in Fra Cronaca e Arcadia), con quelle sue franche, icastiche visioni e contrario del cosidetto "angelismo", con quelle sue divertenti, non molto ortodosse ritrattazioni, non ha egli stesso inesorabilmente collaborato alla semplificazione di un capitolo, come il suo, ancora tutt'altro che chiaro? Oggi potremmo chiederci almeno perchè, se era così stretto il legame, ci fu poi un'indifferenza pressochè assoluta, da parte dei critici della prosa d'arte, verso un racconto di almeno indubbie qualità formali come All'insegna del Buon Corsiero (scritto proprio mentre Falqui andava bombardando diligentemente la scena letteraria delle sue Leggere Considerazioni in Margine all'Uso dello Stile).


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