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LA FRONTIERA LIQUIDA. LA POLITICA DI SICUREZZA ITALIANA NEL MEDITERRANEO
Fulvio Zannoni



Novembre 1990

Collana I muri bianchi
Formato 13x21
Pagine 100
Prezzo di copertina 10,33 euro
ISBN 88 8103 028 4

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Il Mediterraneo è il naturale scenario strategico dell'Italia, a causa della sua natura peninsulare. Storicamente al centro dei processi storici di formazione della civiltà occidentale, il Mediterraneo è oggi una delle aree di crisi "più calde" del pianeta, forse il punto nel quale più intensa è la tensione tra il Nord ricco e sviluppato ed il Sud povero e sovrappopolato. L'Italia è il "fulcro" delle storiche linee di frattura tra Oriente e Occidente ed è esposta direttamente a minacce che rischiano di turbarne la sicurezza e la stabilità economica. Il crollo del sistema internazionale bipolare la rende sia una barriera contro il "disordine" balcanico e fondamentalista, sia un ponte verso la pacifica cooperazione e convivenza con i paesi della sponda sud del Mediterraneo. Questo volume vuole delineare le scelte strategiche da compiere nel Mediterraneo, vera e propria frontiera liquida tra due mondi che paiono oggi di nuovo inconciliabili.

L'autore

Fulvio Zannoni (Reggio Emilia, 1963) si è laureato in Scienze politiche presso l'Università di Bologna, è dottorando di ricerca in Relazioni Internazionali presso l'Università di Padova, autore di numerosi articoli, ha curato le voci di polemologia e relazioni internazionali per il volume di aggiornamento all'Enciclopedia Europea Garzanti (1997). Il suo primo libro è stato Marte e Minerva: la forza militare nelle relazioni internazionali (Bologna, 1995). Svolge attività di ricerca presso la cattedra di Relazioni Internazionali della Facoltà di Scienze Politiche dell'Università Statale di Milano.


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L'ITALIA "NEL" MEDITERRANEO

Il Mediterraneo è il campo d'azione obbligato della Media Potenza Italia, l'unico luogo fisico nel quale le capacità e le contraddizioni di uno Stato-nazione dall'incompleta evoluzione storica ed organizzativa riescono a diventare completamente visibili senza che esse siano diluite, compensate o evidenziate in uno scenario di alleanze multinazionali, di unioni transnazionali, di competizioni ed assetti globali. La straordinaria centralità geografica della penisola italiana, le dimensioni dello Stato che insiste su questo territorio e la sua posizione spaziale all'interno del bacino del Mediterraneo ne farebbero quasi naturalmente l'attore egemone del sistema regionale bagnato dalle acque di questo mare interno. Quantomeno lo renderebbero naturalmente predisposto a ricoprire la funzione di crocevia (ed anche di camera di compensazione) delle tensioni dello scacchiere. Il Mediterraneo rimane anche oggi il teatro di uno scontro culturale, di interessi conflittuali che si riflettono nella diversità di fedi religiose, orientamenti culturali ed interessi politici ed economici. Politicamente esso rimane un luogo di transito (è stato da sempre una delle principali arterie delle potenze imperiali) ed uno scenario di confronto tra le due sponde. La sua natura di rotta aerea e marittima estremamente vulnerabile agli attacchi missilistici, aerei, terrestri e sottomarini rende indispensabile il mantenimento di una stabilità di natura pacifica che implica elevatissime capacità decisionali, nazionali ed internazionali, in situazione di crisi a media intensità.


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