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BRUNELLA GASPERINI. LA RIVOLUZIONE SOTTOVOCE
Marina Tommaso



Novembre 1994

Collana Il Castello di Atlante
Formato 16x24
Pagine 224
Prezzo di copertina: € 14,46
Prezzo online € 12,29 (risparmi € 2,17 )
ISBN 88 8103 056 X



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Notissima giornalista e scrittrice, Brunella Gasperini negli anni Sessanta e Settanta fu la voce più autorevole che, dalle pagine della stampa femminile italiana (soprattutto di «Annabella»), accompagnò la trasformazione e la rivoluzione dei costumi. L'epoca della ricostruzione e del boom economico ha trovato in lei uno sguardo lucido e attento; gli anni delle grandi battaglie (dal divorzio all'aborto e alla parità dei diritti) l'hanno avuta come protagonista appassionata. Il libro di Marina Tommaso è la prima e unica opera dedicata a Brunella: una biografia che traccia anche la storia delle donne italiane fino alla fine degli anni Ottanta; un'analisi critica che colloca al giusto posto una fra le voci più originali della letteratura contemporanea al femminile.

L'autrice

Marina Tommaso De Rosa è docente di italiano e latino in un liceo classico di Roma. Da sempre interessata agli studi linguistici, collabora con riviste e periodici. Si sta ora occupando di Pari Opportunità, di progettazione didattica, di codici e linguaggi, in particolare del romanzo, del cinema e del teatro.


LEGGI LA PRIMA PAGINA


L'ITALIA DEL MIRACOLO ECONOMICO

Il giornalismo femminile degli anni Cinquanta non era femminista (perchè del movimento in questione ignorava ancora le radici storiche e le forme), né si compiaceva di politica, o di sociologia, o di progetti d'avanguardia; eppure, nella sua cauta e tenace affermazione, rivelò tratti piacevolmente moderni, educativi e non dogmatici, affabili e tuttavia decisi - secondo la formula che sarebbe stata perfezionata da Brunella Gasparini. L'Italia era quella del secondo dopoguerra, ancora stanca ma non più stremata, e la sua atmosfera stava diventando più evoluta e respirabile, infatti si delineavano prospettive nuove, e persino l'impegno con cui i singoli individui si erano messi a confronto, analizzando ruoli e destini secolari, faceva intravedere esiti promettenti, tutti da scoprire. Le donne, in particolare, si mostrarono abbastanza presto ricettive e generose, contribuendo a rimuovere i silenzi culturali degli ultimi decenni. Erano anni, dicevano, in cui si avvertiva uno slancio energico, rispetto al periodo un po' cupo e tradizionalista appena trascorso. La ripresa economica aveva suscitato nuove speranze e modelli di vita meno chiusi, sostenuti da un potere d'acquisto che cominciava a farsi più solido e a diffondersi, non essendo più limitato a gruppi elitari. Infatti nell'Italia del primo Novecento non era esistita una classe media, mentre ora, al termine degli anni Cinquanta, iniziava a formarsi un nuovo ceto sociale, emergente non solo dalla distribuzione più organica delle risorse e della cultura, ma anche dalla consapevolezza dei propri diritti - compreso quello di poter godere del superfluo, finalmente, e senza troppi sensi di colpa.


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