
Ottobre 2003
Collana Scritture
Formato 13x21
Pagine 280
Prezzo di copertina euro 12,00
ISBN 88 8103 391 7
- scheda libro | Con un saggio sulla musica della fine del mondo "Super Apocalypsim Musica"
Una nuova traduzione dell'Apocalisse di Giovanni, per restituire alla "lettera" la sua brutale animazione, e un commento che indaga sulla musica della fine del mondo e sulla natura di una scienza dei suoni assoluta, libera da ogni repertorio riconoscibile.
Il tutto è condotto con un'applicazione spietata e quasi con persecuzione esegetica, dove la spietatezza della ricerca e delle dimostrazioni è l'inevitabile risultato dello studio di un testo estremo, di una materia che tratta esibizioni e spettacoli inauditi e inaudibili.
Vengono esaminati gli squilli di tromba per la distruzione e la resurrezione, tutti i tipi di urli, il virtuosismo vocale angelico e le glorificazioni, l'intelligenza armonica del disastro ultimo e l'istituzione del silenzio della Gerusalemme finale.
Gianni Garrera (Roma, 1962), paleografo e filologo musicale, collabora alla cattedra di Estetica dell'Università di Perugia. Tra i suoi lavori: La felicità in musica (in "Nuova Paideia", a. XV, n. 4); Indagini sulla musica dei cani e dei topi (in Kafka, "Humanitas", a. LV, n. 3/4); Musicalità dell'Intelligenza demoniaca (in "NotaBene. Quaderni di studi kierkegaardiani", 1/2000). |
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"Super Apocalypsim musica"
Mezz'ora di silenzio
La distruzione finale del mondo sottostà ad un imperativo armonico, perchè le scosse e i collassi dell'Apocalisse sono misurati per settenari, perchè le visioni e i disordini avvengono attraverso una regola formale rigorosa, commisurati alla norma di una quadratura settenaria, ripetuta ogni volta sette volte, perchè l'istante critico per eccellenza è poi ogni settimo istante delle cose (Strabone, Ecloga I, 21, 27), cosicché sette lettere sono inviate a sette angeli di sette chiese: per esortazione o per rimprovero; sette sigilli vengono aperti e danno prodigi di dolore e di disastro, mandando fuori cavalli colorati sterminatori e portatori di male, con quattro cavalieri di morte e di fame, con una carestia anche per fame d'udire la parola di Dio, perché in Amos 8, 11 la fame mandata sopra la terra negli ultimi giorni non è fame di mangiare e sete, ma condanna mediante fame e sete della Parola (Origene, Homiliae in Judices, IV, 3), per cui tutti coloro che andranno in giro per udire il Verbo di Dio non lo troveranno, ma ne sentiranno la voce sotto l'aspetto dell'esibazione di squilli feroci di tromba e di ogni tipo di grido.
All'apertura dei sette sigilli vi saranno numerosi rumori (Apocalisse siriaca di Baruc, XLVIII, 34), avverranno annerimenti di sole, dimezzamento dei giorni, sangue nella luna, caduta di stelle e di entità angeliche, cielo arrotolato, montagne e isole spianate e spostate dal loro posto. Al settimo sigillo, per mezz'ora circa, si fa silenzio, perchè tutti gli urli, gli strepiti e le acclamazioni, invece di scoppiare ulteriormente, sfogano in silenzio, nella cosieddetta rovina del silenzio (Apocalisse siriaca di Baruc, LXXXIII, 14). A causa della fine di ogni voce, da questo punto in poi la festa delle trome suonanti i sette nuovi castighi rintrona su gradinate, soffi di vento o crolli e precipitare d'astri e squagli di mondo, che avvengono senza alcun runore. La serie dei sigilli si è sfondata in un modo così muto da levare la musica mundana degli elementi, lasciando il dominio della sola esibizione instrumentale delle trombe. |