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TEATRINI DEL SIGNOR EGLI
di Alberto Guareschi



Febbraio 2004

Collana Movimenti
Formato 13x21
Pagine 88
Prezzo di copertina euro 12,00
ISBN 88 8103 304 6

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Dakar, Siviglia, Monaco, Mosca, Bordeaux, Ravenna e Venezia sono solo alcune delle tappe dove si svolgono i Teatrini del Signor Egli. Viaggiatore instancabile e solitario, viaggiatore "vero" – rifiuta di tuffarsi nel web – il Signor Egli viaggia attraverso luoghi reali e immaginari, portando nelle tasche mappe, carte geografiche, mappamondi di carta e, come talismano, la dedica di una donna incisa nell'avorio, bussola di ogni viaggio, anche quello nella memoria, fatto di mete non più esotiche ma nostrane: il Po, la Versilia, il passo della Cisa…
Al figlio Ariele, destinatario dei suoi messaggi in bottiglia, il Signor Egli racconta i luoghi, gli amori, la passione per la lettura e la scrittura che lo hanno accompagnato negli interminabili viaggi di una vita, alla ricerca di "quel filo di parole che avrebbe dato un senso, se non ai viaggi, ai giorni".
Una specie di autobiografia poetica, diario di viaggi reali e di viaggi interiori, di un teatrino dove il Signor Egli recita la sua parte assieme a una compagnia di nomi, figure, citazioni, luoghi…
Roberto Carifi

Alberto Guareschi (Parma, 1940) negli anni Sessanta ha pubblicato traduzioni poetiche da Hölderlin e Nietzsche; nel decennio successivo ha fondato, insieme ad alcuni amici, la casa editrice Pratiche, che si distinse per la qualità delle pubblicazioni.
Negli anni Ottanta ha ripreso a tradurre sia prosa (H. Hesse) che poesia (G. Bataille, S. Kirsch). Del 1988 è la traduzione di un grande classico della letteratura tedesca: il Tesoretto dell'Amico di Casa renano di Johann P. Hebel, capolavoro della letteratura d'almanacco di ogni tempo.



Una dedica immaginaria
(da Itaca, di C. Kavafis)

(...)
Non temere i Lestrìgoni,
i Ciclopi, né l'ira di Poseidone:
nulla che vi somigli
incontrerai per via
se rimane elevato il tuo pensiero
e se l'anima e il corpo
sfiorano unicamente
emozioni di pura bellezza.
Né Ciclopi né Lestrìgoni
vedrai, né l'efferato Poseidone,
se in te stesso non li alberghi
e se il cuore non te li para innanzi (...)


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