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L'UMORISMO E LA FILOSOFIA - TEORIA DELLA CONOSCENZA E CONCEZIONE DELLA VITA
di Alberto Siclari





Ottobre 2009

Collana Montefalcone Studium
Formato 15x21
Pagine 304
Prezzo di copertina euro 24,00
ISBN 978-88-8103-651-6

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L'umorismo era per Harald Høffding l'atteggiamento, la visione della vita, di chi sa guardare la realtà, con la sua mescolanza di grandezza e di miseria, di tragico e di comico, senza illusioni ma con simpatia, confidando in una sua oggettiva sostanziale armonia, e vuol essere il meno possibile unilaterale, pur sapendo che lo sarà sempre, perché è impossibile dire l'indicibile. Per
questo, forse, l'umorismo può andare d'accordo con la filosofia, che vorrebbe penetrare nel cuore delle cose e si risolve, quando tutto va bene, in dotta ignoranza. E per questo Socrate, che sapeva di non sapere, è considerato da Høffding il più grande umorista.



Alberto Siclari, studoso della patristica e della filosofia danese, insegna Storia della teologia nella Facoltà di Lettere e Filosofia dell'Università di Parma. E' autore di numerosi saggi sui padri greci, su Kierkegaard (fra gli altri: Per una teologia della crisi: tempo ed eternità in Kierkegaard; Le opere e la misericordia negli "Atti dell'amore" di Kierkegaard; L'itinerario di un cristiano nella cristianità. La testimonianza di Soren Kierkegaard; Kierkegaard e la comunicazione indiretta) e su Harald Hoffding (fra i quali: I due elementi della vita autentica in Harald Hoffding; I due volti del Dio di Hoffding; La conoscenza e il valore in Harald Hoffding).

Harald Hoffding (1843-1931), formatosi attraverso lo studio di Kierkegaard, della filosofia critica e del positivismo
anglo-francese, oltre ai lavori storici (anzitutto la Storia della filosofia moderna, 1894-1895) ha lasciato importanti opere di psicologia, di etica e di filosofia della religione: Saggio di una psicologia basata sull'esperienza (1882), L'etica (1887), Filosofia della religione (1901). Nell'ultimo trentennio della sua vita si è interessato del problema della conoscenza, la cui soluzione riteneva condizionasse quella di ogni altro problema. Fra le altre opere, Teoria della conoscenza e concezione della vita (1925), il suo "testamento filosofico", espone la sua comprensione della natura e del
significato delle visioni della vita – anzitutto di quella che avrebbe voluto far propria, la concezione umoristica
– e del loro rapporto con la scienza e la filosofia.



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