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UN PO DI ACQUE




Giugno 2003

Collana Terracque.Padus
Formato 19x27
Pagine 326
Illustrazioni 80 tra fotografie, cartine, tabelle, disegni
Prezzo di copertina euro 51,60
Unito in cofanetto al volume Un Po di terra euro 103,30
ISBN 88 8103 351 8

- Scheda libro.pdf
Secondo volume di una ricca enciclopedia sul Po – unica nel suo genere – che, attraverso saggi caratterizzati da autorevolezza scientifica da una parte e da un livello didattico-divulgativo dall'altra, introduce alla scoperta di un territorio straordinariamente ricco di meraviglie naturali e di segni antichi dell'uomo. Prendendo in considerazione il territorio che va dalla sorgente del "grande fiume", cioè dai ghiacciai, fino al medio corso, viene analizzato l'aspetto fisico nelle sue caratteristiche climatiche, idrauliche e geomorfologiche. Vengono descritti aspetti della vegetazione tipica fluviale, sottolineando anche il valore ambientale e la funzione ecologica della vegetazione spondale e riparia. La seconda parte del volume approfondisce gli aspetti storici delle fasce fluviali e del delta, mettendo in luce le trasformazioni paesistiche dovute soprattutto alle ingenti opere di bonifica avvenute nel tempo. In una terza parte sono infine descritte le applicazioni delle strategie didattiche adottate – in seguito ad una interessante ricerca condotta a livello europeo – in alcune scuole-campione scelte in località strategiche lungo il bacino fluviale.



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Presentazione

Dopo Un Po di terra, adesso Un Po di acque completa e sviluppa il progetto unitario di ricerche sul bacino padano, elaborato da Lucio Gambi e Carlo Ferrari e realizzato con l'apporto di storici ed esperti di scienze naturali e ambientali. Già la presentazione del primo volume rilevava che per il Po e per le terre circostanti <<l'antica natura sopravvive in pochi luoghi appartati e protetti, a ricordarci i caratteri originali dei luoghi e l'intensità delle modificazioni che ci hanno condotto alla situazione attuale...la distanza tra le superstiti testimonianze della natura e il paesaggio attuale che ci ricorda che qui si vive in un contesto prevalentemente artificiale, creato e mantenuto dal controllo della acque>>. Soprattutto adesso, abbiamo l'interesse - e la responsabilità, bisogna aggiungere - di attrezzarci a rileggere l'interazione indissolubile tra un ecosistema complesso come quello padano e lo sviluppo (questo sviluppo) che soprattutto negli ultimi cinquant'anni sta compromettendo la capacità naturale di metabolizzare il carico dell'azione umana, della nostra azione. Come non mai, oggi abbiamo bisogno di riformulare paradigmi e convenienze e rifondare un nuovo senso comune; di comprometterci esplicitamente per riappropiarci delle condizioni di una convenienza culturale e civile col grande fiume, nel rispetto e godimento di un patrimonio eccezionale di cui siamo parte; di intervenire ad affermare un diffuso e prevalente governo sostenibile.



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