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IL METODO DELLA LIBERTÀ. PIERO GOBETTI TRA ERESIA E RIVOLUZIONE
di Paolo Bagnoli





Febbraio 2003

Collana Dei doveri e delle libertà
Formato 13x21
Pagine 168
Prezzo di copertina 12,00
Prezzo online € 7,20
ISBN 88 8103 388 7



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- scheda libro.pdf
Il libro presenta una raccolta di studi sulla riflessione politica di Piero Gobetti, sul rapporto tra l'idea della libertà e il problema storico italiano.
Per Gobetti l'Italia, non essendosi formata su un principio di libertà, vive uno scarto di modernità che è al contempo causa e conseguenza delle sue insufficienze storiche, culturali e politiche. I saggi del libro affrontano inoltre il problema dell'interpretazione gobettiana e delle critiche, assai forti, che sono state rivolte alla figura e al pensiero di Gobetti anche in occasione della ricorrenza del centenario, negandone il profilo liberale e contestandone la natura del messaggio politico.
Un messaggio che a parere dei suoi critici è all'origine di una filiera politico-culturale quanto mai equivoca, che ha avuto la sua espressione più significativa nel fenomeno azionista.

Paolo Bagnoli (Colle Val d'Elsa, 1947) è professore ordinario di Storia delle dottrine politiche. Insegna presso l'Università di Siena e l'Università Bocconi di Milano. Alla figura di Piero Gobetti ha dedicato numerosi studi; fra questi ricordiamo: Piero Gobetti. Cultura e politica in un liberale del Novecento, con prefazione di Norberto Bobbio (Firenze, 1983); La rivoluzione del liberalismo. Saggi su Piero Gobetti (Roma, 1986), Rosselli, Gobetti e la rivoluzione democratica. Uomini e idee tra liberalismo e socialismo (Firenze, 1996); The revolution of liberalism. Five essays on Piero Gobetti's political to (New York, 2000).


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La cultura politica di Piero Gobetti


La cultura politica di Piero Gobetti si può riassumere nel liberalismo rivoluzionario inteso come contenuto dottrinario della formula politica della rivoluzione liberale. Le differenze sono sottili. Il liberalismo rivoluzionario è un metodo e un contenuto che concerne l'implicazione dottrinaria tra liberalismo e rivoluzione e la rivoluzione liberale è il contesto storico e di valore che legittima il modo di intendere il liberalismo. Questo che, per Gobetti, è tale solo se inteso in chiave rivoluzionaria considerato, appunto il contesto storico che la giustifica e la origina.
Non si comprende, però, la cultura politica di Gobetti, se si prescinde dalla visuale di origine del suo pensiero, vale a dire dalla concretezza della storia intesa non come inarrestabile processualità di fatti, bensì come dimensione propria della critica politica e, in quanto tale, scenario necessario a cui riferirsi per capire l'evolversi delle situazioni e determinare i fattori creativi del processo storico medesimo. È, quindi, dalla storia intesa come dato centrale della costruzione politica che occorre partire per ricostruire il complesso determinarsi di una cultura politica che vuole essere nuova non solo rispetto a quelle precedenti, ma nei suoi presupposti per i motivi di valore che esprime.
Gobetti, in questo processo, dimostra di aver metabolizzato la lezione machiavelliana. «La storia è creata dagli individui», ma il suo determinarsi si alimenta in una linfa etica correlata all'agire dell'individuo che è il soggetto dell'iniziativa creatrice, per cui: «L'azione deve vivere di storia (di concretezza); ma come azione è qualcosa di nuovo, che al passato non si riduce, libera; nasce impreveduta, crea valori imprevedibili; ma poiché alla storia invano si ripugna, questo nuovo ha il suo significato in quanto si sforza di sottoporre a sé tutto il passato. Da questa relazione soltanto (che è quanto dire: da nulla di arbitrario) nasce l'avvenire».


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