Il Piacere della tavola di Giovanni Ballarini – 19 ottobre Presentazione presso La Feltrinelli Parma

Tre sono gli aforismi del più celebre gastronomo di tutti i tempi, Jean Anthelme Brillat-Savarin, che celebrano il piacere della tavola. Il primo afferma che questo piacere è di tutte le età, di tutte le condizioni sociali, di tutti i paesi e di tutti i giorni, può associarsi a tutti gli altri piaceri, e resta ultimo a consolarci della loro perdita. Il secondo aforisma dice che il piacere di mangiare è il solo che, preso modestamente, non è seguito da stanchezza. Infine il terzo, forse il più celebre, dichiara che la scoperta di un nuovo manicaretto fa per la felicità del genere umano più della scoperta di una stella. Affermazioni pienamente condivisibili e che oggi devono essere completate da approfondimenti, perfezionamenti e ammodernamenti, perché il mangiare e soprattutto l’idea che abbiamo di questa essenziale funzione cambiano con le società e i tempi.

In questa linea si pone una recente pubblicazione intitolata Il Piacere della Tavola di Giovanni Ballarini con la prefazione di Giacomo Rizzolatti (Diabasis, Parma, 2016) entrambi professori presso l’Università di Parma, il primo da diversi decenni antropologo alimentare e il secondo neuroscienziato e celebre scopritori dei “neuroni specchio”. Un’associazione a prima vista strana, ma tale non é, considerando che il piacere é una funzione soprattutto cerebrale. Se sono i sensi che percepiscono, é il cervello che li elabora, anche in base alla memoria, trasformandoli in senso di disgusto, gusto e piacere.

Tre sono le pulsioni umane che si collegano al cibo e affrontate da Giovanni Ballarini: paura, piacere e potere, che si riflettono anche nell’alimentazione, in tutte le sue espressioni. Paura di cibo e il cibo come potere sono strettamente legate al piacere del cibo, in tutte le sue manifestazioni, e che per questo deve essere esaminato e conosciuto. 

Il piacere di cibo, un vizio contro il quale si scagliavano le religioni, oggi sostituite dalle scienze mediche più miopi e tecnologica-mente restrittive, é una dimensione che raccoglie un’infinita varietà di elementi, costitutivi di un’umanità che, unica tra tutte le specie, ha inventato la cucina portandola ai livelli di una gastronomica che in quanto arte deve dare piacere. Conoscere i piaceri dei cibi, della cucina con le sue regole e miti, é riportare la cucina e la gastronomia ai loro ruoli costitutivi di una Civiltà della Tavola. L’alimentazione é un atto sociale oggi messo in crisi dall’industrializzazione alimentare, dal progressivo decadimento di rapporti della società urbana con l’ambiente dal quale originano i cibi e soprattutto dalla progressiva ignoranza anche simbolica della alimentazione quale elemento d’identificazione personale e soprattutto sociale, ma soprattutto dall’aver perso molte delle dimensioni del piacere dei cibi, della cucina e della tavola.

Molti sono i tanti piaceri del cibo ricordati nel libro di Giovanni Ballarini. Mangiare non è tanto un atto agricolo (Wendell Berry) quanto un gesto ecologico, politico e soprattutto sociale e i piaceri del cibo sono aumentati dalla conoscenza (Michel Pollan) e dei suoi mille significati, ognuno dei quali diventa occasione di piacere e in proposito se ne ricordano i principali.

Il cibo è nutrimento e se è equilibrato, buono, sano, lo saremo anche noi. Può essere buono per noi, goloso e gustoso. E buono per l’ambiente, biologico. Il cibo è tradizione e nei piatti tipici e tradizionali si conserva una parte della cultura di un popolo, di una regione e si tramandano antichi saperi.

Il cibo è amicizia e la sua offerta è il primo gesto di simpatia se non familiarità in ogni parte del mondo e diviene gioia quando lo si condivide con le persone che abbiamo vicino.

Il cibo è ritrovarsi e per una famiglia spesso il momento del pranzo e della cena sono l’occasione per riunirsi e anche per l’incontro in una famiglia allargata. Con inviti l’allargamento si estende in occasione di una festività. A tavola, insieme con le pietanze, s’incontrano, si consumano e si eliminano, come i cibi e con gesti conviviali, i piccoli impacci, le ruvide cortesie, gli sbalzi di nervosismo, le storie degli invitati.

Il cibo è festa e non si può pensare a nessuna occasione di festeggiamento, in tutti i luoghi, all’aperto e a casa, senza una tavola curata, ricca o senza le portate e le ricette più importanti, con soddisfazione e gioia di chi le ha immaginate e preparate.

Il cibo è socialità e approfondimento di rapporti collettivi e quando la tavola diviene un appuntamento di lavoro, si è più franchi, schietti, ci si lascia andare divenendo un’occasione di comunicare che non si trova altrove.

Il cibo è piacere, uno dei godimenti della vita e davanti al piatto fumante con il suo profumo e poi l’assaggio, l’appetito e il piacere sono soddisfatti.

Il cibo è un rito di un piacere quasi liturgico. L’attenzione nel preparare la tavola, la cura nel cucinare i piatti preferiti sono momenti preziosi da ritagliarsi come antidoto alla odierna frenesia e da pensare come gesti per prendersi cura di sé.

Il cibo è una coccola, dal vol-au-vent dell’antipasto al cioccolato e cognac dopo pasto.

Il cibo è un atto sensuale, il miglior preliminare all’intimità, con tutti gli ingredienti giusti, l’atmosfera, i sapori, i gesti… e l’amore.

Fonte: www.georgofili.info

La presentazione avverrà mercoledì 19 ottobre alle ore 18, presso la libreria La Feltrinelli di via Farini. Presenta il libro, Giuseppe Marchetti.

Il libro

schermata-2016-10-13-a-10-11-34Il Piacere della tavola non è un arido studio o uno sterile trattato, ma un cammino esperienziale in sessanta tappe per indagare, conoscere e soprattutto imparare ad apprezzare i piaceri della cucina e della gastronomia. Cibi, cucina, tradizioni, gusto, regole e miti sono i sentieri che il lettore è invitato a percorrere e lungo i quali, attraverso rapidi quadri tracciati e sviluppati con diverse maniere e stili, è chiamato a scoprire le mille sfaccettature e le insospettate valenze dei piaceri della tavola, e soprattutto è invitato a goderne nelle proprie memorie trasformandole in consapevolezza. Il piacere della tavola segue Paura di cibo malattia dell’anima pubblicato da Diabasis e prelude ai poteri degli alimenti, tre pulsioni tra loro strettamente legate e che si riflettono nell’alimentazione e nutrizione umana in tutte le loro espressioni. Piacere di cibo non è un vizio contro il quale si scagliavano le religioni, oggi sostituite dalle scienze mediche più miopi e tecnologicamente restrittive, ma una dimensione che raccogliendo un’infinita varietà di elementi permette di portare la cucina ai livelli di una gastronomia che, in quanto arte, è fonte di onesti e a volte sconosciuti piaceri.

 

“Anche la luna è capovolta” la recensione di Giuseppe Alessandro

Palestina: la terra resiliente
La resilienza è una caratteristica della materia: essa consiste nella
resistenza elastica agli urti ai quali essa è sottoposta. La definizione è
dell’Autrice del libro che ha lavorato in Palestina vivendo nella “Tenda
delle Nazioni” con decine di volontari internazionali. La Tenda delle
Nazioni è raggiungibile da Betlemme attraverso una lunga stradina
tortuosa. La strada principale, più breve, è bloccata dagli israeliani.
Hebron è una città a sud di Gerusalemme che accoglie un luogo sacro a
ebrei, cristiani e musulmani: la Grotta dei Patriarchi, sepolcro di
Abramo, Isacco e Giacobbe. Nella strada principale di Hebron si trova
il mercato, il suk arabo; se si alza lo sguardo si può vedere una fitta
rete metallica orizzontale che sovrasta il mercato: serve a proteggerlo
dal lancio di sassi e immondizie da parte dei coloni che abitano negli
alti edifici che costeggiano il suk. Nella città di Qualqylia c’è un muro
alto 8 metri che divide palestinesi da israeliani; il passaggio da una zona all’altra avviene attraverso i check point, posti di blocco controllati dai militari, di cui tutta la Palestina è disseminata. Forse, una fonte di energia sconosciuta dà a queste popolazioni la mokawama, la resilienza, di cui parla l’Autrice, per ricostruire la propria casa demolita più volte, per ripristinare le piantagioni di ulivi distrutti. Una situazione antica ed estremamente complessa che genera sofferenza da tutte le prospettive.
Giuseppe Alessandro

Fonte: Newsletter Ottobre/2016 LIBROMONDO CENTRO DI DOCUMENTAZIONE PACE – AMBIENTE – INTERCULTURA COOPERAZIONE INTERNAZIONALE in memoria di Franco Falco

Il libro

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Da un viaggio con un organizzazione non governativa il VISPE, prende spunto questo libro di Simona Raspelli. Un percorso fra Burundi e Palestina a visitare campi profughi e poveri villaggi. Un libro che fa riflettere e che allargherà in tutti noi l’area della conoscenza e della nostra coscienza. La mirata prefazione del critico gastronomo EDOARDO RASPELLI dà un ulteriore valore a questo volume