Vino e bellezza. Dagli anni ’90 questo binomio è diventato sempre più forte ed è legato a una parola magica, vinoterapia, che ha ormai decine di declinazioni: bagni al vino rosso, massaggi agli oli di vinaccioli, cura dell’uva, creme e cosmetici a base di polifenoli, trattamenti con estratti della vite, coccole al mosto. Ma quanto c’è di fondato nelle promesse di ringiovanimento della pelle fatte da spa di hotel e relais di charme, sparsi lungo lo Stivale, che si fanno concorrenza a colpi di rialzi dell’asticella del benessere?

Se dovessimo fidarci dmedi3della tradizione, il gioco sarebbe fatto: la bella Cleopatra chiedeva massaggi al mosto e i benefici del vino nei trattamenti cosmetici erano già citati da Caterina Sforza. La storia recente, invece, ha un approccio rigoroso e tutto nasce negli anni ’90, in Francia, grazie a Mathilde Cathiard Thomas, figlia di viticoltori. La sua intuizione – come racconta Emanuela Medi autrice di «Vivere frizzante», un brillante saggio letterario e un contributo scientifico sul binomio vino e salute – è legata a un prodotto di scarto dei processi di vinificazione, i semi dell’uva che lei invece fa analizzare dall’Università di Bordeaux e dal suo centro di ricerca. La risposta è sorprendente: «Le proprietà antiossidanti dei polifenoli contenuti nei semi d’uva – come si legge nel libro – sono più efficaci della vitamina E. (…). I polifenoli, in particolare il resveratrolo, bloccano i radicali liberi con un’azione più potente della vitamina E, impediscono l’impoverimento dell’acido ialuronico, potente rimpolpante della nostra pelle. Inoltre proteggendo l’elastina e il collagene producono un ringiovanimento quasi immediato». È l’uovo di Colombo. Nasce così l’hotel con Spa Le Source de Caudalie, a Bordeaux, che offre tutta una serie di trattamenti ad hoc. E l’azienda, Caudalie, che oggi vende in tutto il mondo prodotti derivanti da estratti della vite e dell’uva e provenienti da vigneti bordolesi, borgognoni e della Champagne.

Il vino e i suoi “scarti” hanno proprietà importanti per la cura del corpo

Il frutto di Bacco, insomma, si scopre fonte di benessere a trecentosessanta gradi. Le proprietà benefiche degli antociani (pigmenti appartenente alla famiglia dei flavonoidi) vengono sfruttate non solo per ridare bellezza all’epidermide ma anche al corpo in generale, attraverso, per esempio, l’ampeloterapia, ovvero la cura dell’uva, già utilizzata dagli antichi greci per l’azione depurativa. Vengono allora studiati e proposti appositi programmi dietetici che prescrivono di mangiare acini interi con bucce e semi e bere solo succo d’uva. Villa Althea, relais di charme tra i vigneti dell’Alta Langa, vista mozzafiato sui castelli del Roero, sulla catena delle Alpi e sulle vicine colline del Monferrato, la propone come ottima cura disintossicante «da effettuarsi a fine estate-inizio autunno per eliminare l’eccesso di radicali liberi che l’organismo produce in maggior quantità proprio in questo periodo dell’anno e come protezione dell’organismo in vista della stagione fredda». Una particolarità della Villa è la possibilità di utilizzare anche creme e cosmetici a base di polifenoli, da abbinare alla tradizionale cura dell’uva «che si attua in Piemonte da secoli».

La fantasia dei trattamenti suggeriti dalle spa legate a hotel e relais di charme non ha limiti. Prime a proporre la vinoterapia in Italia, le Terme della Salvarola, sulle colline di Modena, offrono disparate possibilità a base di vite, mosto e vinaccioli. Nella terra del Lambrusco Grasparossa, la ricetta speciale per l’autunno 2015 è la possibilità di unire ai trattamenti benessere una parte esperienziale, come prendere parte alla vendemmia di settembre. Da metà settembre a metà ottobre, l’«Esperienza Cantina Full» comprende invece la vendemmia con possibilità di pigiatura e/o asporto dell’uva raccolta da utilizzare per i trattamenti della spa Balnea, pranzo o cena con tigelle e gnocco fritto e buffet di prodotti tipici.

Chi è in cerca di qualcosa di più romantico, dovrebbe dare un’occhiata all’offerta del Romantik Hotel Jolanda Sport di Gressoney-La Trinitè, in Valle d’Aosta, alle pendici del Monte Rosa, a milleseicento metri. Il pacchetto «champagne e petali di rosa» propone un’esperienza full colour: peeling corpo con scrub allo champagne e petali di rose, linfodrenaggio gambe con olio alle rose, idromassaggio della principessa con champagne e boccioli di rosa e un trattamento sul lettino galleggiante della principessa Jolanda (il materasso contiene acqua calda) con yogurt e olio di rosa.

Esperienze che guardano a Oriente promette invece BeautyTeam Amadea del Romantik Hotel Oberwirt di Marlengo, in provincia di Bolzano. Per gli ospiti del centro benessere ecco il massaggio «Carpe vino»: agisce con tamponi di vinaccioli ed erbe sui centri di agopuntura, lungo i meridiani, restituendo energia al corpo e allo spirito regalando alla pelle idratazione e tonicità allo stesso tempo. Un ritemprante bagno alle vinacce su pietra calda è invece la proposta del Romantik Hotel Turm di Fiè allo Sciliar, un bagno dalle proprietà astringenti e depurative. Distesi su una pietra che «scotta» ci si sottopone a un peeling del corpo a base di una pasta di vinacce, terra e gesso. Gli acini d’uva puliscono l’epidermide e riattivano la circolazione. Dopo il bagno, il relax continua in una vasca tiepida dove sorseggiare un calice odoroso cui aggiungere poi un massaggio all’olio di vinacciolo.

Una vera full immersion nei benefici del vino è il programma delle Tre Vaselle, nel tranquillo borgo medievale di Torgiano, in Umbria, tra Perugia e Assisi. L’offerta è ricchissima, dal massaggio a quattro mani al vino, all’applicazione di nettare di vino sul cuoio capelluto, allo scrub purificante con farina di mais, foglie di vite rossa e vino Sangiovese, al bendaggio freddo al vino, a un massaggio plantare al nettare di vino, al bagno nel vino Sangiovese accompagnato da un calice di «Rubesco» Lungarotti.

Chi ama abbinare la buona tavola alla vinoterapia dovrebbe prendere in considerazione la proposta del Borgo San Felice, un antico borgo trasformato in un Relais & Châteaux, immerso nella campagna toscana del Chianti. La spa promette «viaggi di emozioni polisensoriali» con bagni nelle essenze di prodotti ricavati dai mosti e un massaggio agli oli d’oliva. Accanto all’hotel a cinque stelle opera l’azienda Agricola San Felice, uno dei nomi più autorevoli del territorio del Chianti Classico (14 etichette). Gli ospiti possono visitare la cantina con degustazione guidata per poi cenare al ristorante Poggio Rosso, dove vengono deliziati dalle preparazioni della cucina toscana dello chef pluristellato Francesco Bracali.

Per concludere la carrellata, impossibile non innamorarsi del Therasia Resort Sea & Spa, sull’isola di Vulcano. Uno spettacolare resort cinque stelle, vista mozzafiato sull’arcipelago delle Eolie, interamente realizzato con pietra lavica dell’Etna, cotto siciliano, e legno di cedro. Propone «docce emozionali» e le più avanzate tecniche di massaggio con «aromi alchemici». Tra queste scrub fatti con sale, vino Malvasia, miele e qualche goccia di limone, idromassaggio in Jacuzzi con olio essenziale di vinaccioli e massaggi distensivi con creme a base di cappero e Malvasia.

Daniele Colombo

12 agosto 2015

De-Gustare.it