"Pensare la vita. Ragione e passione"

Al via il 23 febbraio al cinema Astra la quinta edizione del corso di formazione filosofica di base.

Prende avvio il 23 febbraio la quinta edizione del corso “Pensare la vita”: un appuntamento che negli anni passati ha sempre suscitato grande interesse e partecipazione, dedicato a tutti gli appassionati e i curiosi delle tematiche trattate, anche sprovvisti di conoscenze filosofiche preliminari.
L’iniziativa è promossa dall’associazione “La Ginestra”, con il sostegno dell’Assessorato alla Cultura del Comune di Parma e il patrocinio del Dipartimento di Antichistica Lingue Educazione Filosofia – ALEF.
Il programma si articolerà in otto lezioni, ogni lunedì, alle ore 18, con ingresso ad offerta, affidate a pensatori di grande rilievo e aperte a tutti: non sono infatti indispensabili conoscenze filosofiche preliminari.
Ai partecipanti verrà rilasciata un’attestazione di frequenza.
“Quest’anno a tutti gli appassionati di questa manifestazione – ha esordito l’assessore alla Cultura Laura Maria Ferraris – si è pensato di chiedere un contributo simbolico, nella misura che ciascuno riterrà opportuna, per sostenere, anche in momenti così difficili economicamente, un’Associazione che da anni si impegna per portare avanti questo riuscito progetto di grande utilità e interesse per tutti”.
“E’ importante che l’Università dialoghi sempre più con la Città – ha sottolineato Rita Messori, docente di Estetica presso il Dipartimento di Filosofia dell’Università di Parma –. Attraverso questa fortunata rassegna si possono far conoscere i risultati di un filone di ricerca: si tratta di una efficace via di divulgazione”.
A spiegare nel dettaglio gli appuntamenti del corso è intervenuto Ferruccio Andolfi, docente di Filosofia della storia nel Dipartimento di Filosofia dell’Università di Parma e presidente dell’associazione “La Ginestra”.
Il titolo del ciclo di quest’anno, “Ragione e passione”, è particolarmente arioso e d’interesse comune. Nella formazione di molti dei partecipanti, specialmente di quelli non troppo giovani e dal carattere piuttosto strutturato, la ragione si è fatta valere come criterio di orientamento e anche di disciplinamento nella conoscenza, nella condotta, nel lavoro come nei rapporti con la sfera pubblica. Talora a scapito delle emozioni, delle passioni, del desiderio di felicità.
Nella formazione delle generazioni più giovani, viceversa, si riscontra un’attenuazione della disciplina della ragione e della legge e un’apertura al mondo
delle emozioni: la sofferenza in questo caso sembra dipendere non dalla repressione ma se mai da una certa mancanza di controllo.
I relatori di quest’anno esploreranno i vari aspetti della tematica, attraverso un approccio essenziale, lontano da presentazioni accademiche minuziose, ma appellandosi alle esperienze vissute.
Il corso, ormai collaudato e che ha sempre ottenuto una grandissima partecipazione e un vasto consenso da parte di un pubblico eterogeneo, è diretto da Ferruccio Andolfi, professore di Filosofia della Storia, Dipartimento di Filosofia e presidente dell’associazione “La Ginestra”.
La lezione inaugurale, intitolata “Dopo il trionfo della ragione”, sarà lunedì 23 febbraio al cinema Astra, lezione tenuta da Ferruccio Andolfi e moderata da Chiara Tortora.
Prima di ogni lezione verrà distribuita, all’ingresso del cinema Astra, una scheda didattica, con un testo classico a cui la lezione si ispira. I materiali, insieme ad indicazioni per approfondimenti bibliografici, saranno scaricabili dal sito www.pensarelavita.wordpress.com.
In occasione delle lezioni sarà inoltre presentato (e disponibile) il volumetto che raccoglie le lezioni del corso precedente “Vite che cambiano”, edito da Diabasis.

Programma

23 febbraio
Ferruccio Andolfi, Dopo il trionfo della ragione
modera Chiara Tortora

2 marzo
Anna Ferruta, La funzione del sognare tra ragione e passione
modera Valeria Bizzari

9 marzo
Adriano Zamperini, Società del sentire e conformismo emozionale
modera Teresa Paciariello

16 marzo
Alberto Siclari, Ragione ed emozioni nella fede
modera Emanuela Giuffredi

23 marzo
Luca Aversano, La musica come linguaggio del cuore e della mente
modera Giuseppe Martini

30 marzo
Fulvia De Luise, Etica del piacere ed etica della virtù
modera Marina Savi

13 aprile
Alberto Meschiari, La ragione appassionata
modera Donatella Gorreta

20 aprile
Elena Pulcini, Passioni e legami sociali
modera Simona Bertolini

Ogni lezione sarà preceduta da una breve proiezione di uno spezzone di film attinente il tema del corso (a cura di Enrico Mambriani).

Cos’è l’Associazione La Ginestra
L’Associazione La Ginestra è sorta a Parma nel 1997, opera a Parma dal 1997 nel campo della ricerca, dell’editoria e della formazione. Pubblica il quadrimestrale di filosofia e teoria sociale La società degli individui, la rivista on line Quaderni della ginestra, e, con le edizioni Diabasis, due collane: una, che ha lo stesso nome dell’associazione, di classici dell’individualismo solidale, ha già al suo attivo 11 volumi; mentre la seconda, più recente, pubblica le raccolte di lezioni di questi corsi Pensare la vita.

parmadaily 21/02/2015

"Una provincia che fa scuola", ecco il libro

Mezzo secolo di scuola superiore reggiana in un volume

REGGIO EMILIA. Le scuole superiori – intese tanto come realizzazione e cura degli edifici, quanto come programmazione scolastica – rappresentano una delle principali competenze esercitate storicamente dalla Provincia. E lo rimarranno anche dopo la Legge di riforma 56/2014 sulle cosiddette  nuove Province.

In tale contesto, nell’ambito di un consolidato rapporto di collaborazione, Provincia di Reggio Emilia e Istoreco, hanno completato un lungo e meticoloso lavoro di studio e ricerca finalizzato ad approfondire vari aspetti dell’istruzione secondaria nella nostra provincia nell’arco del mezzo secolo che va dal 1962 al 2012.

I risultati di questo lavoro sono confluiti nel volume “Una provincia che fa scuola. Aspetti dell’istruzione secondaria a Reggio Emilia (1962-2012)”. Curato da Mirco Carrattieri, Nadia Castagnetti e Alberto Ferraboschi e pubblicato da Edizioni Diabasis nel dicembre scorso, il volume sarà presentato martedì 24 febbraio, a Palazzo Allende (ore 15, Sala del Consiglio provinciale).

La ricerca esamina mezzo secolo di istruzione scolastica superiore nella nostra provincia a partire dal 1962, anno in cui venne istituita in Italia la scuola media unica, obbligatoria e gratuita. Nei successivi 50 anni l’istruzione secondaria è profondamente cambiata, seguendo e per certi versi influenzando, l’evoluzione del Paese. In particolare la Provincia di Reggio Emilia, sulla scia di una lunga e feconda tradizione di educazione e welfare locale, si è fortemente impegnata nell’ambito scolastico, specialmente nell’ordine superiore.

Il volume ripercorre la vicenda storica della scuola secondaria reggiana degli ultimi 50 anni, attraverso le voci di amministratori, dirigenti scolastici, insegnanti e studenti; si esplora il suo rapporto con il modello di sviluppo locale; si offre un caso di studio utile a illuminare il quadro nazionale della scuola italiana del Novecento. Un ricco corredo statistico illustra la trasformazione quantitativa del sistema scolastico reggiana: completano il volume una documentazione fotografica sull’evoluzione dell’edilizia scolastica e un’ampia appendice comprendente la mappa degli archivi scolastici del territorio.

“I decenni trascorsi consegnano alla società reggiana del terzo millennio un ricco patrimonio di esperienze formative, una preziosa eredità che la “nuova Provincia” uscita dai recenti interventi di riordino istituzionale si accinge a raccogliere con rinnovato impegno – scrivono il presidente Giammaria Manghi e la vicepresidente Ilenia Malavasi nella presentazione –  quale ente con funzioni di area vasta dalla legge 7 aprile 2014 n. 56 sul riordino istituzionali degli enti.  Si apre dunque oggi una nuova stagione istituzionale che il nuovo Ente cercherà di interpretare al meglio con la consapevolezza che la scuola rimane una delle nostre funzioni fondamentali, non solo perché la legge di riordino lo ricorda, ma perché qui sta il maggior investimento di cui abbiamo bisogno per noi, i nostri figli e l’intero Paese”.

Gazzetta di Reggio 21/02/2015

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Alla fine del 1962 venne istituita in Italia la scuola media unica, obbligatoria e gratuita. Nei successivi 50 anni l’istruzione secondaria è profondamente cambiata, seguendo e per certi versi influenzando, l’evoluzione del paese. In particolare la Provincia di Reggio Emilia, sulla scia di una

lunga e feconda tradizione di educazione e welfare locale, si è fortemente impegnata nell’ambito

scolastico, specialmente nell’ordine superiore. In questo libro si ripercorre la vicenda storica della

scuola secondaria reggiana degli ultimi 50 anni, attraverso le voci di amministratori, dirigenti

scolastici, insegnanti e studenti; si esplora il suo rapporto con il modello di sviluppo locale; si offre un caso di studio utile a illuminare il quadro nazionale della scuola italiana del Novecento. Un ricco corredo statistico illustra la trasformazione quantitativa del sistema scolastico reggiano; completano il volume una documentazione fotografica sull’evoluzione dell’edilizia scolastica e un’ampia appendice comprendente la mappa degli archivi scolastici del territorio

 

UNA PROVINCIA CHE FA SCUOLA Aspetti dell’istruzione secondaria a Reggio Emilia (1962-2012)

Presentazione del volume curato da Mirco Carrattieri, Nadia Castagnetti e Alberto Ferraboschi

MARTEDI’ 24 FEBBRAIO ore 15
Sala Consiglio della Provincia di Reggio Emilia
Corso Garibaldi 59, Reggio Emilia

Saluti istituzionali

Giammaria Manghi Presidente della Provincia di Reggio Emilia
Ilenia Malavasi Vicepresidente della Provincia di Reggio Emilia con delega all’Istruzione
Silvia Menabue Dirigente dell’Ufficio Scolastico Regionale – Ufficio XVI – Ambito territoriale per la provincia di Reggio Emilia
Interventi
Mirco Carrattieri Presidente di Istoreco
Stefano Vitali Soprintendente archivistico per l’Emilia-Romagna
Giorgio Zanetti Direttore del Dipartimento di Educazione e Scienze Umane dell’Università di Modena e Reggio Emilia

Per informazioni
Sonia Pederzoli – Segreteria del Servizio Programmazione Scolastica
tel. 0522-444800 – email: sonia.pederzoli@provincia.re.it

 

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Alla fine del 1962 venne istituita in Italia la scuola media unica, obbligatoria e gratuita. Nei successivi 50 anni l’istruzione secondaria è profondamente cambiata, seguendo e per certi versi influenzando, l’evoluzione del paese. In particolare la Provincia di Reggio Emilia, sulla scia di una

lunga e feconda tradizione di educazione e welfare locale, si è fortemente impegnata nell’ambito

scolastico, specialmente nell’ordine superiore. In questo libro si ripercorre la vicenda storica della

scuola secondaria reggiana degli ultimi 50 anni, attraverso le voci di amministratori, dirigenti

scolastici, insegnanti e studenti; si esplora il suo rapporto con il modello di sviluppo locale; si offre un caso di studio utile a illuminare il quadro nazionale della scuola italiana del Novecento. Un ricco corredo statistico illustra la trasformazione quantitativa del sistema scolastico reggiano; completano il volume una documentazione fotografica sull’evoluzione dell’edilizia scolastica e un’ampia appendice comprendente la mappa degli archivi scolastici del territorio.

 

Un giornale, una città vissuti come Patria

PARMA GLI ARTICOLI DI BALDASSARRE MOLOSSI

«CHI ATTACCA MOLOSSI avrà del piombo tipografico». Il coraggio,
alimento della vocazione professionale e dell’impegno civile. Un uomo.
Un giornalista. Un direttore. Un giornale che s’identifica con la
vita. Una città, Parma, vissuta come Patria. Questo è stato Baldassarre
Molossi. Il volume «Il coraggio di scrivere», edito da Diabasis a cura di
Giuseppe Massari e con prefazione di Antonio Patuelli, raccoglie editoriali
e articoli scritti da «Sarre» dal 1974 alla fine degli anni Ottanta.
Capocronista, redattore capo, il 21 settembre 1957, a 29 anni, Molossi
diventa direttore della «Gazzetta di Parma», il giornale del padre Gontrano
e del nonno Pellegrino. Direttore per tradizione familiare ma con
qualcosa di più, qualcosa che si porta dietro una sorta di vocazione metafisica.
Quello di Parma è un giornale pallido e asfittico, traghettato in
dodici anni da otto direttori, di cui uno solo parmigiano, che colleziona
stranezze marziane. Nel ’51 la disastrosa alluvione del Po (il Po,
amico-nemico, grande presenza, compagno di vita) non è andata in prima
pagina perché lì doveva essere accolta solo la politica.
MOLOSSI PORTA Parma in prima. La chiama «la mia rivoluzione».
Nessuno prima di lui si sarebbe sognato di titolare «È nato a venti chilometri
da Parma», «un pezzo sul cantante Achille Togliani» o «Anche
nelle vene di Elisabetta scorre una goccia di sangue parmigiano» per un
articolo sulla regina d’Inghilterra. Parlano le cifre: Baldassarre Molossi
prende la «Gazzetta» a 10mila 500 copie vendute al giorno, e la lascia,
35 anni dopo, a 50mila. Con la «Gazza» anche negli anni terribili. Molossi
ha faticato ad accettare la scorta, gli è stata quasi imposta dopo un
colpo d’arma da fuoco esploso contro il suo studio nella redazione di
via Emilio Casa. Ne faceva parte anche Francesco Zizzi, un ragazzo
sempre sorridente, la battuta pronta. Viene ucciso nella strage di via
Fani, il 16 marzo del ’78. «L’ora più buia della Repubblica», è il titolo
della «Gazzetta». Diceva Montanelli che Molossi «fra noi del mestiere
si colloca fra l’istituzione e la leggenda» e che «conduce la Gazzetta come
la sua Maria Luisa amministrava il Ducato».

Gabriele Moroni

Fonte: QN(Il Resto del Carlino, IL GIORNO, LA NAZIONE) 06/02/2015

 

Il Libro

molossi 3dIn una serie di articoli pubblicati fra il 1974 e la fine degli anni Ottanta, Molossi ci fa capire, in maniera chiara, come e perchè l’Italia è arrivata a questo punto del guado. Forse potevamo fare qualcosa prima? Molossi s’interroga e dai suoi editoriali ne esce una nazione che fra terrorismo, compromesso storico e politica estera ha perduto quel ruolo strategico che aveva fatto dell’Italia il paese più importante nel mediterraneo. Un libro per tutti che per la sua sincerità e grazia nello scrivere ha fatto di Molossi uno dei giornalisti italiani più seguiti ed importanti.

Leggi l’anteprima

 

La nuova "Aurea Parma" è firmata Diabasis

Aurea Parma Project1Aurea Parma», rivista quadrimestrale di storia, letteratura e arte disponibile con abbonamento annuale e fondata all’inizio del Novecento da Glauco Lombardi e Giuseppe Melli passa di proprietà e vede cedere la testata di «Gazzetta di Parma» alla casa editrice Diabasis.
Una équipe di collaboratori, coordinati da Paolo ed Andrea Briganti, ha curato gli indici informatizzati degli ultimi cinquant’anni della rivista archiviati e messi in rete sul sito www.aureaparma.it , gestito dal nuovo editore e a disposizione di lettori, studiosi e ricercatori.
E’ uscito il terzo fascicolo del 2014 di «Aurea Parma» che il nuovo editore Diabasis ha presentato con orgoglio alla città nella Sala Dante della biblioteca pubblica Palatina.
Il volume raccoglie la terza parte della dettagliata raccolta degli elenchi Le carte di Giambattista Bodoni nella pratica della Regia Stamper curata da Daniela Moschini, saggio che attribuisce al fascicolo notevole interesse.
Le Riflessioni sulla tavola di Cima da Conegliano dipinta per la chiesa dell’Annunciata a Parma di Mariangela Giusto celebrano l’evento eccezionale ospitato nella Galleria Nazionale di Parma, dove la preziosa tavola ha suscitato riflessioni e spunti. Ricordiamo inoltre i saggi “Chrisopolis dudum graecorum dicitur usu”: San Giovanni Calibita e un’originale interpretazione per Aurea di Anna Chiara Fontana, Fiat lux. Le candele di sego in un esperimento di illuminazione nella Parma settecentesca di Claudio Bargelli, Benché noi siam donne… Senza diritto di voto le donne esprimono l’adesione all’Italia Unita nel Plebiscito del 1859: prime le Salsesi in Provincia di Parma di Ercole Camurani e Parma, 1914: La guerra a sinistra: tra sindacalisti e socialisti di Valerio Cervetti.
Vengono pubblicati in Biblioteca gli articoli di Pier Paolo Mendogni e di Claudio Bargelli; le recensioni dei volumi editi da Diabasis nel 2014 Mussolini socialista e rivoluzionario e Il coraggio di scrivere, curato da Giuseppe Massari. Completano la sezione gli scritti di Valerio Cervetti e Giovanni Gonzi.
Adelisa Prandi Gambarelli cura le Segnalazioni bibliografiche e Cronaca.

Diabasis e «Aurea Parma» danno voce, materia e divulgazione al pensiero e alla ricerca di noti esponenti del mondo accademico e istituzionale; così come a nuovi ed emergenti talenti letterari e artistici in ambito prevalentemente nazionale.
Solamente negli ultimi due anni Diabasis pubblica, tra gli altri titoli, sempre fedele alla qualità editoriale che la caratterizza Il Signor Kreck di Juan Octavio Prenz – premio letterario Città di Latisana per il nordest 2014 – Sul Portogallo di Fernando Pessoa,Tutto si muove, tutto si tiene di Albertina Soliani, Mussolini socialista e rivoluzionario di Luciano dalla Tana, I minimi sistemi e altre storie di Corrado Costa, La democrazia e i suoi dilemmi di Charles Taylor, Venuti a galla di Boris Pahor, Ti lascio e vado nei campi… Giuseppe Verdi agricoltore, La cucina di Parma di Augusto Farinotti, L’arte di fare film di Victor Oscar Freeburg, Immagine-corpo di Torben Grodal, Lo stesso dolore e altre poesie nel tempo (1949-1966) di Gian Carlo Artoni, la nuova edizione di Mondi infiniti di Luigi Ghirri, Il fuoco e la cenere, le poesie di Attilio Bertolucci.

Diabasis è consapevole di possedere un patrimonio culturale e in termini di rapporti sia a livello nazionale che internazionale ed è cosciente che l’acquisizione e la nuova diffusione di «Aurea Parma» accresca questo patrimonio.

Abbonamento annuale (tre numeri) da effettuare entro marzo

  • Ordinario Euro 25
  • Sostenitore Euro 50
  • Estero Euro 50

Versamento con bonifico bancario al seguente conto corrente (intestato a Diarods s.r.l)

Cariparma Crédit Agricole – IBAN IT50L0623012704000036013114

(causale: “Abbonamento Aurea Parma e INDIRIZZO POSTALE”)

info@diabasis.it

www.aureaparma.it

www.diabasis.it

Torna "Aurea Parma"

Aurea Parma rivista

Lunedì 2 febbraio, con inizio alle ore 17.00, nella Sala Dante della Biblioteca Palatina avrà luogo la presentazione della rivista «Aurea Parma» edita dalla casa editrice Diabasis. Il terzo fascicolo — settembre-dicembre 2014 — della rivista quadrimestrale di storia, letteratura e arte fondata da Glauco Lombardi e Giuseppe Melli sarà presentato dall’editore Mauro Massa e dal direttore Pier Paolo Mendogni. La direttrice della biblioteca Sabina Magrini saluterà gli ospiti e introdurrà gli interventi di Daniela Moschini autrice del saggio Le carte di Gianbattista Bodoni nella pratica della Regia Stamperia e del professore emerito dell’Università di Trieste Elvio Guagnini. Questo ultimo numero raccoglie, fra gli altri, il saggio di Mariangela Giusto, Riflessioni sulla tavola di Cima da Conegliano dipinta per la chiesa dell’Annunciata a Parma; e quelli di Anna Chiara Fontana, Claudio Bargelli, Ercole Camurani e Valerio Cervetti. «Aurea Parma» è disponibile per tutti i lettori, i ricercatori e gli studiosi con abbonamento annuale; una rivista, questa, che prosegue con il nuovo editore Diabasis nella linea tracciata dalla tradizione e dall’avanguardia della vita civile e culturale cittadina.

www.aureaparma.it

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info@diabasis.it

 

 

“Il fuoco e la cenere”, versi alti di Bertolucci

Raccolta di inediti curata da Paolo Lagazzi e Gabriella Palli Baroni per Diabasis

imageHanno detto che i suoi versi sono una vertigine psichica. Un viaggio dalla luce all’ombra. Una discesa dalle vette della bellezza fino agli abissi dell’ansia. E Attilio Bertolucci, in tutta la sua carriera di poeta, ha confermato questa attrazione per l’oscillare eterno dell’uomo tra Bene e Male, tra fanciullesca allegria e irrimediabile spleen. Morto a Roma nel 2000, alle soglie dei novant’anni, Attilio Bertolucci ha lasciato molti versi inediti. Una scelta di questi è andata a formare il volume “Il fuoco e la cenere”, che Paolo Lagazzi e Gabriella Palli Baroni hanno curato per la casa editrice Diabasis di Parma (pagg. 172, euro 20).

I due curatori, che conoscono bene e amano molto la poesia di Bertolucci, sono andati a scavare tra le sue carte. Fino a mettere assieme un ritratto in versi assai completo. Che copre praticamente l’intero arco della sua vita di scrittore: dagli anni Venti fino al Duemila. Ci sono pagine rimaste fuori dalla “Camera da letto”. Ma anche una sezione, intitolata proprio “Il fuoco e la cenere”, che raccoglie una serie di scritti in prosa di rara bellezza.

Nell’«Apprendista poeta», ad esempio, sognava di scriveree un brano sinfonico sul tipo dell’«Apprendista stregone». Chiarendo che il suo gesto sarebbe stato il ritratto «di un uomo preso dalla passione per la poesia». E come poteva essere altrimenti? Anche se si affrettava a precisare che la poesia non era la sua unica passione. «Ne ho avute e n’ho non tiepide. Però anche quelle dovevano sottostare all’imperio della prediletta, che è prepotentissima e tende sempre a tirar l’acqua al suo mulino, tanto che non poche volte col suo carattere egoista e autoritario fa succedere dei veri guai».

Nei suoi versi, scrive Lagazzi, Bertolucci si divertiva a sperimentare sempre nuovi ritmi, colori, timbri della voce. In una ricerca lessicale e letteraria davvero altissima

Il Piccolo

31/01/2015

Alessandro Mezzena Lona

Il libro

cop-il-fuoco-e-la-cenereNegli ultimi anni di vita, dopo aver pubblicato la sua opera cruciale, La camera da letto, Attilio Bertolucci diede alle stampe due raccolte, Verso le sorgenti del Cinghio e La lucertola di Casarola, che, evitando ogni raggelante ipotesi di bilancio e testimoniando un’inesausta passione sperimentale, riunivano in sé poesie recenti e poesie giovanili, liriche compiute e composizioni in fieri, frammenti volatili e brani di ampio respiro narrativo esclusi dal romanzo in versi. Anche Il fuoco e la cenere è uno specchio limpido e vivo della parabola di Bertolucci dai lontani esordi sino alla fine. Costruito dai due più attenti e amorosi interpreti dell’opera bertolucciana, Paolo Lagazzi e Gabriella Palli Baroni, scegliendo i testi più originali e intensi fra tutti quelli ancora inediti in volume, il libro è strutturato come un trittico: a una prima parte di poesie che si dispiegano dagli anni Venti ai Novanta ne seguono una di bellissimi brani esclusi dalla Camera da letto e una di prose di dolce e corrusca qualità poetica. Testo da leggere non come un’antologia ma come una vera e propria raccolta, questo è l’ultimo capitolo dell’avventura creativa di Bertolucci, il dono inatteso e struggente di un grande Maestro.

Leggi l’anteprima del libro
Guarda il video della presentazione ufficiale a Parma
bertoluvideo