Storia di Ermes Oliva, detto al Nigher

CASTELLARANO Venerdì alle ore 21 al Circolo Arci di via Chiaviche 59 va in scena “La storia di Ermes Oliva, detto al Nigher”. Lo spettacolo non solo rientra nella XVII Rassegna Dialettale organizzata dal Comune, ma vuol anche portare spunti di riflessione in occasione della celebrazione della Giornata della Memoria del prossimo 27 gennaio. Si racconta l’esperienza di vita di Ermes Oliva, contadino, deportato, che diventa memoria di un’epoca. A lui è dedicato anche un libro, “Senza perdere la gioia. La guerra, il lager, le lotte sociali nelle memorie di un contadino reggiano – Oliva Ermes” edito da Diabasis nel 2004. Nato a Rio Saliceto e morto a Bagnolo, terzo di otto fratelli, Ermes ha sempre abitato nella provincia di Reggio Emilia, dove ha lavorato come contadino, muratore, operaio. Durante la seconda guerra mondiale ha combattuto come soldato italiano sul fronte francese, in Albania e in Grecia. Dopo l’armistizio dell’8 settembre 1943, il disfacimento dell’esercito italiano, la fuga dei Savoia da Roma, come centinaia di migliaia di altri soldati italiani fu deportato in un campo di concentramento in Germania dal quale riuscì a tornare. Lo rappresentazione porta alla luce un racconto tanto profondo quanto terribile. Una storia a tratti anche comica e comunque drammatica, trasportata nell’immaginario di chi ascolta dalle parole in dialetto reggiano del protagonista, “al Nigher”. Lo spettacolo è mesos in scena compagnia Teatro d’Arte e Studio di Bagnolo con la regia e la partecipazione di Auro Franzoni. Biglietti ingresso 7 e 3 euro, Per informazioni: biblioteca comunale 0536 850334.

Circolo Arci Castellarano – Via Chiaviche 59 – Castellarano

Fonte: http://gazzettadireggio.gelocal.it/tempo-libero/teatro/evento/storia_di_ermes_oliva_detto_al_nigher-37388.html

23/01/2015

Bertolucci e gli inediti di Attilio: "Ho espugnato mio padre"

Il regista, dopo aver ricevuto la laurea honoris causa, alla presentazione del libro “Il fuoco e la cenere” con lavori del padre mai pubblicati prima

 

“Sono felice che possiamo leggere poesie che ancora non conoscevamo di mio padre”. Bernardo Bertolucci, all’indomani della consegna della laurea honoris causa (un evento “spettacolare” lo definisce il grande regista), torna a parlare del padre Attilio, a cui ieri ha dedicato tanti momenti della cerimonia al Teatro Regio.

L’occasione è la presentazione del libro “Il fuoco e la cenere. Versi e prose dal tempo perduto” (Diabasis editore). Una raccolta di testi inediti del poeta. “Voglio espugnare un poeta – dice Bernardo Bertolucci, citando le parole del critico Maurizio Schiaretti – non era facile: in qualche modo ci sono riuscito ieri”.

Nel volume sono raccolti una settantina di testi inediti, parte del “tesoro” di Attilio Bertolucci. Dalle poesie degli anni ’20 fino all’ultima composizione del 1997 dedicata alle Barricate di Parma, commissionatagli dal sindaco di alloraStefano Lavagetto, e trascritta sul monumento alle Barricate in piazzale Rondani.

“Il libro è la nuova conferma di due elementi della poesia di Attilio Bertolucci – spiega Paolo Lagazzi, curatore del volume insieme a Gabriella Palli Baroni, i due principali studiosi dell’opera di Bertolucci – la naturalezza e il mistero. Attilio è irriducibile alle categorie: tutto quello che lui faceva diventava poesia, perfino quando accendeva il fuoco”. (al.tre)

La Repubblica 17/12/2014

IL LIBRO

cop-il-fuoco-e-la-cenereNegli ultimi anni di vita, dopo aver pubblicato la sua opera cruciale, La camera da letto, Attilio Bertolucci diede alle stampe due raccolte, Verso le sorgenti del Cinghio e La lucertola di Casarola, che, evitando ogni raggelante ipotesi di bilancio e testimoniando un’inesausta passione sperimentale, riunivano in sé poesie recenti e poesie giovanili, liriche compiute e composizioni in fieri, frammenti volatili e brani di ampio respiro narrativo esclusi dal romanzo in versi. Anche Il fuoco e la cenere è uno specchio limpido e vivo della parabola di Bertolucci dai lontani esordi sino alla fine. Costruito dai due più attenti e amorosi interpreti dell’opera bertolucciana, Paolo Lagazzi e Gabriella Palli Baroni, scegliendo i testi più originali e intensi fra tutti quelli ancora inediti in volume, il libro è strutturato come un trittico: a una prima parte di poesie che si dispiegano dagli anni Venti ai Novanta ne seguono una di bellissimi brani esclusi dalla Camera da letto e una di prose di dolce e corrusca qualità poetica. Testo da leggere non come un’antologia ma come una vera e propria raccolta, questo è l’ultimo capitolo dell’avventura creativa di Bertolucci, il dono inatteso e struggente di un grande Maestro.

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La lasciva figlia dell'imperatore

La recensione di Carlo Carena sul nuovo romanzo della giovane scrittrice parmigiana, Giulia Sulpizi intitolato: “Sotto il segno di Venere”

su Il SOLE 24 ORE del 28 dicembre 2014

 

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Il libro

Sotto il segno

 

Il romanzo storico su Giulia l’unica figlia di Augusto è stato guidato da uno studio accurato e da una personale rielaborazione del personaggio, che nel corso del romanzo passa da bambina abbandonata e sola a donna spregiudicata e appassionata in cerca del potere e del vero amore. Nel suo libro l’autrice ha dato un’interpretazione personale a Giulia, che per molti è stata una donna licenziosa e corrotta ma che in realtà fu una pedina, per molti anni, nelle mani di suo padre, oggetto della sua politica, mai libera di seguire il suo cuore o di rendersi indipendente. Questo la porterà a ribellarsi alle regole e a finire esiliata.
Leggi l’anteprima del libro