Prenz, Caiazza e Di Piazza vincono il Latisana per il Nord Est

LATISANA. Juan Octavio Prenz con “Il signor Kreck” (Diabasis) per la Sezione Narrativa, Antonio Caiazza con “La notte dei vinti” (Nutrimenti) per la Sezione Saggistica e Pierluigi Di Piazza con…

LATISANA. Juan Octavio Prenz con “Il signor Kreck” (Diabasis) per la Sezione Narrativa, Antonio Caiazza con “La notte dei vinti” (Nutrimenti) per la Sezione Saggistica e Pierluigi Di Piazza con “Compagni di strada” (Laterza) Premio Speciale della Giuria, sono i vincitori del Premio letterario “Latisana per il Nord-Est”, giunto alla 21° edizione. La cerimonia di premiazione avrà luogo nella prestigiosa cornice del Teatro Odeon di Latisana, sabato alle 20.30. Quest’anno, grazie all’apertura della Sezione Saggistica, sono pervenuti a concorso ben 53 titoli, di cui 38 di narrativa, 4 saggi in forma di racconto e 11 testi di saggistica. Numerosi sono stati i libri di elevata qualità, per cui la giuria(composta da Elvio Guagnini in veste di presidente, Cecilia Scerbanenco, Gianfranco Scialino, Giuseppe Sciuto, Daniela Di Giusto, Nicola Cossar, Pietro Spirito, Lauretta Iuretig in qualità di Consigliere delegato alla Cultura) ha avuto un lavoro molto impegnativo per la lettura e la scelta dei vincitori, un momento questo molto atteso ed anche un po’ sofferto per i titoli che non hanno avuto un riconoscimento. Juan Octavio Prenz, scrittore, saggista, poeta, traduttore è nato a La Plata, in Argentina, da dove è costretto a fuggire nel 1975. Nel 1979 si trasferisce all’Università di Trieste, dove insegna tutt’ora. Antonio Caiazza, giornalista della sede Rai di Trieste, è uno dei più grandi esperti di Albania in Italia, mentre Pierluigi Di Piazza, è noto soprattutto per il suo impegno per la pace e per aver fondato a Zugliano il Centro di accoglienza Ernesto Balducci, associazione che offre un tetto a immigrati, profughi e rifugiati politici. A condurre la serata delle premiazioni ai vincitori ci sarà il noto volto televisivo della sede regionale della Rai Marinella Chirico; la voce per le letture dei brani scelti sarà quella dell’attore Massimo Somaglino.

26 novembre 2014

fonte: Il Piccolo di Trieste.

Il libro

Kreck j Il signor Kreck lascia l’Istria poco prima dello scoppio della grande guerra per trasferirsi a Buenos Aires ove “il mondo è grande e ci sono spazi dove la vita è possibile”. Le vicende del protagonista si intrecciano a quelle della storia contemporanea in un susseguirsi di eventi del quotidiano che conducono il lettore in un viaggio attraverso diverse culture e situazioni. La narrazione, ambientata nell’Argentina di Videla degli anni Settanta, è sobria, essenziale e dettagliata nella cura descrittiva. Una prosa leggera e ironica che attraversa alcuni degli eventi più importanti della storia del XX secolo; dal Terzo Reich, all’emigrazione degli italiani in Argentina, al colpo di stato di Ramirez nel 1943.

Leggi l’anteprima del libro

Lo spazio è il tema della quinta edizione di ColornoPhotoLife

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COLORNO. Tra il 7 e il 9 novembre 2014 la Reggia di Colorno sarà teatro della 5° edizione di ColornoPhotoLife che, ideato e realizzato in collaborazione con gli organi operativi della FIAF, apre i propri spazi alla fotografia nazionale, pur ponendo particolare attenzione agli autori emiliano-romagnoli. Nato dalla passione del fondatore Gigi Montali e dall’entusiasmo dei volontari del Circolo fotografico Color’s Light, per il quinto anno consecutivo il ColornoPhotoLife unisce quindi le forze delle istituzioni e del volontariato culturale per dar vita a momenti di viva cultura fotografica con mostre, workshop, un concorso a lettura, incontri con autori e protagonisti della fotografia italiana che esporranno, per condividerle, le loro riflessioni ed esperienze.

Il concept dell’edizione 2014 ruota attorno all’idea di Spazio, inteso come la variabile da dominare per lo sviluppo umano. Se il tempo è stato dominato dalla rapidità, lo spazio viene dominato dalla raggiungibilità materiale e intellettuale di ciò che prima era remoto e oggi non lo è più. I curatori, affermando che il XX secolo è l’epoca del Tempo e il XXI secolo quella appunto dello Spazio, propongono una riflessione che coinvolge il disporsi delle cose naturali nello spazio, che è misura dell’uomo, a partire dal corpo che si colloca in un determinato luogo e lo occupa e che diventa quindi esso stesso metafora dello spazio. Ed è nello spazio che l’uomo scopre e trasforma il mondo.

Lo stesso concetto di spazio assume quindi innumerevoli significati, quale quello pubblico dei luoghi e dei non-luoghi, o quello privato; ancora diventa un territorio identitario di un popolo, di una comunità, di un nucleo familiare, di un individuo. È visto inoltre come elemento misurabile: quello immenso e quello insufficiente; e infine può essere profondamente soggettivo nella sua esteriorità e interiorità.

LE MOSTRE. Le mostre saranno inaugurate venerdì 7 novembre e rimarranno aperte fino a lunedì 8 dicembre.

GIANNI LEONE. VAGHI PAESAGGI. Tra i fotografi che, negli anni ottanta del Novecento, sono stati implicati in una profonda revisione dell’immagine fotografica del paesaggio italiano, Gianni Leone non ha mai avuto una rassegna monografica che rendesse adeguatamente conto della sua vicenda. Le sue prime ricerche, tra 1979 e 1980, riguardano il paesaggio, in particolare quello pugliese, di cui legge con asciuttezza i materiali, le architetture, le forme, scostandosi nettamente dalla linea tardo-neorealista di tanta fotografia del nostro Meridione. Le immagini di Bari, Alberobello, Martina Franca, e poi anche della Lucania, dell’Emilia (anche a Parma, Colorno) evidenziano da subito un’attenzione ai temi della ricerca concettuale che tende alla definizione del senso dei luoghi. Alla funzione della fotografia nella comunicazione contemporanea Leone si rivolge sia come autore (in particolare con Letture, 1980-1981) che come organizzatore culturale: è animatore della Galleria Spazio Immagine di Bari, situazione particolarmente attenta alle più avvertite ricerche sul paesaggio in fotografia, organizzatore di incontri, dibattiti, e (nel 1981) promuove la ricerca di Luigi Ghirri sulla Puglia, tra le prime indagini specificamente paesaggistiche del grande fotografo. Negli anni successivi è tra gli animatori delle imprese fotografiche Penisola (1983) e Viaggio in Italia (1984) a fianco dello stesso Ghirri, di Gabriele Basilico, Olivo Barbieri, Giovanni Chiaramonte, Mario Cresci, Vittore Fossati, Guido Guidi, Mimmo Jodice, Fulvio Ventura e altri. Nel 1984 pubblica nel volume Fasti barocchi nella fotografia contemporanea (a cura di Cesare de Seta) un’intensa indagine sugli spazi del barocco, sulla permeabilità tra naturale e artificiale nelle ville e nei giardini del sud, sulla contiguità di fascino, decadenza, memoria, ricerca ripresa nella mostra Giardini d’Europa (1987, a cura di Giulio Bizzarri). Le fotografie a colori degli anni novanta di Leone, poi, proseguono il lavoro sul paesaggio con una particolare attenzione agli spazi quotidiani, alla definizione anche affettiva di luoghi frequentati dove convivono e si stratificano i segni del naturale, delle architetture spesso vernacolari, della tradizione di veduta che filtra in raffinate sintesi di apparente, surreale sospensione del tempo. Il colore di tono alto, invaso della luce locale delle immagini della Sardegna (1994), della Campania (1997), ma anche nel nord del Trentino, di Annecy, della Val d’Aosta (1995) dispiega uno sguardo fuori dalla pratica di promozione turistica: difficilmente sono riconoscibili spazi celebrati dalle cartoline, dai dépliant, dalle illustrazioni da stampa specializzata, ma rende con esattezza il senso dell’esperienza concreta, magari di frequentazione abituale ma sempre stupìta, del nostro ambiente. In alcuni episodi (Polignano 1994, e ancora nel 2012, Bari 1996) le inquadrature hanno il sapore di un dialogo per immagini con l’amico Luigi Ghirri, con il quale aveva condiviso visioni e riflessioni dieci anni prima. Il ripercorrere i segni e le immagini di una memoria anche intima, la conciliazione con la perdita sempre dolorosa, sono poi temi esplicitamente investiti dall’ultima serie, Poi (Diabasis, 2010), indagine di spazi e oggetti del proprio abitare e ricordare. Dal 2012 Gianni Leone aggiunge, con grande generosità, oltre 300 vintage prints e oltre 600 stampe in bianco e nero e a colori al fondo di opere già lasciate all’Università all’inizio degli anni novanta; il Centro Studi e Archivio della Comunicazione dell’Università di Parma ne curerà la rassegna. La mostra, di fatto la prima antologica mai dedicata all’autore, sarà accompagnata da un catalogo edito da Skira, con la cura di Paolo Barbaro.

GIUSEPPE MARCHETTI, UNA VITA FRA I LIBRI

Compie 80 anni il critico letterario della “Gazzetta”, che è anche romanziere

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Per festeggiare gli ottant’anni di Giuseppe Marchetti, lunedì 10 novembre alle 17 un gruppo di amici si ritroverà alla Biblioteca Guanda di vicolo delle Asse in una informale e affettuosa compagnia. Al centro starà ovviamente il lavoro di Marchetti e la sua lunga militanza come critico letterario della «Gazzetta», incarico che Baldassarre Molossi gli affidò nel lontano 1973 e che Marchetti ha tenuto e tiene con passione e autorevolezza, interessandosi, spesso anche più volte, della quasi totalità dei libri e degli scrittori che negli ultimi quarant’anni hanno tenuto la scena in Italia. Poeti, saggisti, romanzieri, giornalisti, opinionisti, storici che con il critico hanno stabilito intensi contatti e talvolta profonde amicizie.

Collaboratore de «Il Giorno», del «Messaggero veneto», del «Giornale d’Italia» e, nel ’94, de «La Voce» fondato da Indro Montanelli, il nostro critico ha inoltre pubblicato saggi di letteratura italiana su «Paragone», «Nuova Antologia» (chiamato a collaborarvi da Giovanni Spadolini), «Nuova Rivista europea» diretta da Giancarlo Vigorelli, «Il Cristallo», «Il Ponte» e altre riviste di prestigio locali e nazionali come «Aurea Parma» e «Fmr».
Vastissima la sua attività di presentatore di libri e autori parmigiani e non, prima per quasi vent’anni a Tv Parma e poi nelle librerie della città.
Impossibile stabilire il numero degli articoli che Marchetti ha pubblicato sugli autori del Novecento italiano ed europeo: un calcolo per difetto ne registra quasi tremila. Intanto curava la propria passione per la poesia. La prima raccolta «L’occhio e il disordine» fu nel ’63, seguirono «Adamo o il mito della stirpe» un poemetto, «Il rito e l’altrove» arricchito da una trepida prefazione di Mario Luzi, e «Così parlando onesto».
Due i romanzi: «La Passivazione», entrato tra i finalisti del Viareggio Giovani e poi confluito in «La noia fitta delle primavere» (Diabasis editore), e «Una grande innocenza» per la biblioteca degli scrittori parmigiani di Mup editore.
Per la saggistica letteraria, oltre ai volumi su Piovene, Soffici e Delfini, ricordiamo «Questo Novecento» definito da Beppe Pontiggia «vademecum insostituibile per orientarsi lungo il secolo breve», «La petite capitale e altri studi padani», «La Voce e i suoi scrittori», «Centolibrinovecento» (Mup) che riaffronta con un certo atto di sfida argomenti, scrittori, libri e idee a cavallo dei due secoli.
In questi giorni stanno per uscire altre due novità molto impegnative per il nostro critico: «Testi e pretesti» (Diabasis) con prefazione di Claudio Magris e «Attilio Bertolucci», rivisitazione complessiva del grande poeta parmigiano.
Nel 2010, Giuseppe Marchetti ha ricevuto l’onorificenza della medaglia d’oro del Premio Sant’Ilario.

 

Viaggi fisici e mentali, Letture ad alta voce sabato da Diari di bordo

Viaggi fisici e mentali, Letture ad alta voce sabato da Diari di bordo
Il tema del viaggio protagonista della serata con quattro autori emiliani organizzata dalla libreria Diari di Bordo. Dalla Scandinavia alla Scozia passando per gli Stati Uniti sino a percorsi immaginari tra estratti di brani editi e inediti“

Viaggi fisici e mentali, Letture ad alta voce sabato da Diari di bordo
Nuovo appuntamento tra viaggi e letteratura alla libreria Diari di bordo, che sabato 15 novembre dalle 18,30 ospiterà quattro scrittori emiliani per una serata dedicata alla riscoperta della lettura ad alta voce e della forza della narrazione orale. Dalla Scandinavia di Michele Bussoni, alla Scozia di Maurizio Barilli, passando per la Philadelphia di Lorenzo Lasagna sino alle incursioni fisiche e mentali del romanzo inedito di Tito Pioli “Alfabeto mondo”. Quattro autori diversi, accomunati dal legame alla stessa terra e dalla passione per il viaggio. Lorenzo Lasagna leggerà estratti da “Philly”, romanzo ambientato a Philadelphia strutturato sotto forma di taccuino di viaggio tra impressioni su una città in continua evoluzione e richiami cinematografici. Michele Bussoni, amante della cultura nordica e del viaggio lento, proporrà estratti da “Rerum Natura” e “Il gabbiano e il pescatore” ambientati in Scandinavia. Un grande viaggiatore anche Maurizio Barilli, videomaker e scrittore, che leggerà estratti dal suo Filo di Scozia, scritto a quattro mani con Massimiliano Zerbini, con il quale condivide da anni la passione per il viaggio e i documentari e con cui ha realizzato Radiobridge, ispirato al suo ultimo libro. Viaggi reali ma anche mentali, come quelli in cui condurrà il pubblico Tito Pioli, scrittore e libraio antiquario, che leggerà alcuni estratti dal suo “Alfabeto Mondo”, di prossima pubblicazione per Diabasis. Tra le letture scelte, estratti da pubblicazioni note ma anche brani inediti di prossima pubblicazione, seguendo la formula di 15 minuti per autore. Letture ad alta voce come cardine di un viaggio per immagini fatto di parole dove, con stili diversi, gli autori condurranno il pubblico alla scoperta dell’anima dei luoghi attraverso le personali riflessioni emerse dal viaggio, sotto forma di taccuino o di incursioni fantasiose. Appuntamento sabato 15 novembre alle 18,30 alla libreria Diari di bordo in Borgo Santa Brigida, 9. “

fonte: Parmatoday

13/11/2014

Lunedì 10 Novembre ore 16:30, la presentazione del libro "L'intelligenza delle formiche"

Vi aspettiamo lunedì 10 novembre 2014, presso il Monastero di San Giovanni, negli splendidi locali della Biblioteca Monumentale, Piazzale San Giovanni 1, Parma.  

L’intelligenza delle Formiche

Scelte Interconnesse

di Maura Franchi e Augusto Schianchi

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Saranno presenti gli autori 

interventi di:

Ugo Di Francesco, amministratore delegato Gruppo Chiesi

Armando Massarenti, direttore “Domenicale – Il Sole 24ORE”

Maurizio Sacconi, presidente Commissione Lavoro del Senato

moderatore:

Mauro Massa, presidente Diabasis

 

Clicca qui per partecipare all’evento ufficiale

 

Recensioni:

‘L’intelligenza delle formiche’, l’uomo al tempo del web

(AGI) – Roma, 27 ott. – L’uomo del XXI secolo e il web: un mondo interconnesso, un gigantesco palcoscenico globale dove scambiarci dati, emozioni, informazioni, uno scenario che apparentemente ci semplifica la vita ma in realta’, forse, ci complica ulteriormente le decisioni di ogni giorno. Di questi temi parla il libro ‘L’intelligenza delle formiche. Scelte interconnesse’ (Diabasis), a firma della sociologa Maura Franchi e dell’economista Augusto Schianchi. “Nel tempo dei Social Media – si chiedono gli autori – siamo come le formiche che, prese singolarmente sono pressoche’ insignificanti, ma quando si muovono assieme sono in grado di scegliere in modo efficiente, perche’ interagiscono tra loro?”. Internet cambia lo scenario in cui affrontiamo i piccoli e grandi quesiti della nostra vita, ma la grande mole di informazioni, sottolinea il libro, “non ci mette al riparo dalla difficolta’ di scegliere. Mentre le risorse calano, cresce la paura di sbagliare. Se non possiamo contare sulla nostra limitata capacita’ di previsione, tentiamo di fronteggiare l’incertezza modellando le nostre scelte su quelle compiute dagli altri. Intanto, i Big Data elaborano l’insieme delle tracce che lasciamo ogni giorno nella rete”. Uno scenario dunque di luci e ombre, “fortemente segnato da un flusso costante di informazioni che in larga parte derivano da scelte compiute da altri”. Il libro si propone di fare emergere le molteplici influenze che attraverso il web intervengono sulle nostre scelte, indagando con un approccio multidisciplinare il peso di desideri, emozioni, sentimenti, relazioni, immagini, identita’, condizionamenti. (AGI) Pgi

Gianni Di Giovanni

 

L’uomo al tempo del web, un libro racconta luci e ombre

Le molteplici influenze che attraverso la rete intervengono sulle nostre scelte

L’uomo del XXI secolo e il web: un mondo interconnesso, un gigantesco palcoscenico globale dove scambiarci dati, emozioni, informazioni, uno scenario che apparentemente ci semplifica la vita ma in realtà, forse, ci complica ulteriormente le decisioni di ogni giorno. Di questi temi parla il libro `L’intelligenza delle formiche. Scelte interconnesse ´ (Diabasis), a firma della sociologa Maura Franchi e dell’economista Augusto Schianchi.  «Nel tempo dei Social Media – si chiedono gli autori – siamo come le formiche che, prese singolarmente sono pressoché insignificanti, ma quando si muovono assieme sono in grado di scegliere in modo efficiente, perché interagiscono tra loro?». Internet cambia lo scenario in cui affrontiamo i piccoli e grandi quesiti della nostra vita, ma la grande mole di informazioni, sottolinea il libro, «non ci mette al riparo dalla difficoltà di scegliere. Mentre le risorse calano, cresce la paura di sbagliare. Se non possiamo contare sulla nostra limitata capacità di previsione, tentiamo di fronteggiare l’incertezza modellando le nostre scelte su quelle compiute dagli altri. Intanto, i Big Data elaborano l’insieme delle tracce che lasciamo ogni giorno nella rete». Uno scenario dunque di luci e ombre, «fortemente segnato da un flusso costante di informazioni che in larga parte derivano da scelte compiute da altri». Il libro si propone di fare emergere le molteplici influenze che attraverso il web intervengono sulle nostre scelte, indagando con un approccio multidisciplinare il peso di desideri, emozioni, sentimenti, relazioni, immagini, identità, condizionamenti. 

Roma

28/10/2014

fonte: La Stampa

 

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