Edizioni Diabasis Torna alla home-page
SOPRAVVIVERÀ LA SINISTRA AI SOCIALISTI?
Jean-Marie Colombani



Agosto 1994

Collana I muri bianchi
Formato 13x21
Pagine 224
Prezzo di copertina 12,91 euro
ISBN 88 8103 000 4

- Scheda libro .pdf
Il direttore di Le Monde riflette sulla crisi della sinistra e si interroga sulle sue prospettive in Europa: una sinistra che esisteva prima dei socialisti e dei comunisti e che può tornare ad essere protagonista della scena politica, perché – lo si voglia o no – essa è parte essenziale di qualunque democrazia. Colombani invia ad un rinnovamento profondo della cultura e dei progetti della sinistra, oltre i vecchi fondi di magazzino, in dialogo con il meglio della cultura progressista occidentale: il nuovo contratto sociale di Rawls, che ha ispirato i consiglieri di Bill Clinton, l'elaborazione del sindacato dei diritti di cittadinanza di Trentin, il big bang di Rocard, la rielaborazione del programma della SPD operata dal nuovo segretario Rudolph Scharping, sintesi di Bill Clinton e di Michel Rocard… Ineludibile sarà pure il confronto con quelle esperienze del socialismo cristiano e del cristianesimo democratico, che hanno riflettuto sulla coppia individuo-comunità attraverso Emmanuel Mounier e, oggi, Jacques Delors. Ritrovare il respiro di una utopia concreta oltre le tentazioni del piccolo cabotaggio, in un'epoca di totali rivolgimenti, dovrà essere l'orizzonte di una sinistra che accetti la sfida dell'universale, posta dalla dimensione planetaria dei problemi di fine Millennio.

L'autore

Jean Marie Colombani nato il 7 luglio 1948 a Dakar, in Senegal, laureato in giurisprudenza all'Università di Parigi e successivamente specializzato all'Istituto di Studi politici di Parigi e in Studi Superiori di diritto pubblico, nel 1977 entra come redattore politico a Le Monde, di cui diventa direttore nel 1994. Tra le sue pubblicazioni: L'utopie calédonienne, Denoël 1985; Portrait du président ou le monarque imaginaire, Gallimard 1985; Question de confiance. Entretiens avec M. Raymond Barre, Flammarion 1988; La France sans Mitterand, Flammarion 1992.


LEGGI LA PRIMA PAGINA


INTRODUZIONE

Può la sinistra sopravvivere ai socialisti? Questi uomini e queste donne, cui il suffragio universale ha affidato il compito di illuminare il paesaggio di secolo, che ne hanno incarnato le idee e le illusioni, gli errori e le virtù, prima di essere brutalmente relegati nell'ombra, possono forse risorgere, meritano di incarnare di nuovo la speranza di un paese e addirittura del Vecchio Continente? Jérome Jaffré, il mago dei sondaggi, ma anche il miglior politologo francese, è solito ricordare che <<la caratteristica delle grandi ondate elettorali è di lasciare poche tracce>>. In effetti, nel 1885, bastarono quattro anni di conservatori per riconquistare il terreno perduto rispetto ai repubblicani nel 1881. Nel 1924, il cartello delle sinistre, guidto da Edouard Herriot, prese il posto della cosidetta camera <<bleu horizon>>, eletta nel 1919, cioè di una maggioranza che già all'epoca veniva considerata come storica, e che sembrava dover impedire a lungo alla sinistra di governare. Allo stesso modo, la sinistra impiegò sei anni, che è, tutto sommato, un tempo politico abbastanza breve, per rimettersi in condizioni di vincere dopo le elezioni del 1968, segnate, ancora una volta, da una massiccia vittoria della destra, e perdere di un soffio l'elezione presidenziale del 1974.


2004 © Edizioni Diabasis | Note legali | Credits