
Maggio 2004
Collana Scritture
Formato 13x21
Pagine 208
Prezzo di copertina euro 13,50
ISBN 88 8103 311 9
- scheda libro.pdf | Premio Nobel 1957 per la letteratura, autore di classici come Lo straniero e La peste, contemporaneo del filosofo esistenzialista Sartre, Albert Camus ha sempre negato che la sua fosse "opera di filosofia" asserendo di avere scritto, oltre ai romanzi e ai drammi, soltanto alcuni livres d'idées. Eppure non si può certo dire che Camus fosse digiuno di studi filosofici se ottenne il diploma di studi superiori di filosofia nel 1936 con una tesi su Metafisica cristiana e neoplatonismo.
Edita per la prima volta in Italia, la tesi dello scrittore francese mira a individuare l'irriducibile originalità del Cristianesimo – rispetto alla filosofia ellenica prima e al neoplatonismo poi – nel tema della incarnazione, a partire da una personale rilettura di Agostino come campione del dialogo fra Fede e Ragione: non è a Dio che bisogna credere, ma in Dio, scrive Camus.
Albert Camus nasce nel 1913, da famiglia francese residente in Algeria, dove studia e lavora prima come attore poi come giornalista. Del 1942 sono i successi di Lo straniero e di Il mito di Sisifo; un anno dopo è in Francia, dove partecipa alla Resistenza come esponente di Combat, il movimento che darà il nome alla rivista per cui Camus lavorerà come redattore capo, dopo la Liberazione, per tre anni. Nel 1947 pubblica La peste, e negli anni successivi, drammi teatrali, adattamenti di testi nazionali e stranieri, saggi. Nel 1957 gli viene conferito il Premio Nobel per la Letteratura per aver saputo dare voce "ai problemi che oggi si pongono alla coscienza umana".
Lorenzo Chiuchiù (Perugia, 1973) collabora con la cattedra di estetica di Perugia e lavora all'Accademia Lingua Italiana Assisi. Fra i suoi lavori: Ophis: inchoatio formæ. Il demoniaco come principio nell'opera di E.T.A. Hoffmann («Estetica», I/2003, Genova); La libertà e la sconfitta. Un dialogo fra Luigi Pareyson e Sergio Quinzio (in Sergio Quinzio, il messia povero, Roma 2004). Ha tradotto Icarus in Assisi del poeta americano Murray Bodo (Assisi, 2001). È redattore di Davar.
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Metafisica cristiana e neoplatonismo
Introduzione
Nelle pitture delle catacombe, il buon Pastore assume spesso il volto di Ermes. Ma anche se il sorriso è identico, la portata del simbolo è cambiata. E' così che il pensiero cristiano, costretto ad esprimersi in un sistema coerente, ha tentato di calarsi nelle forme del pensiero greco e d'esprimersi in formule metafisiche già costituite. Formule che ha a dir poco trasfigurato. Di qui, per comprendere l'originalità del Cristianesimo, la necessità di chiarirne il senso profondo e, da un pinto di vista storico, la necessità di risalire alle sue origini. Questo è lo scopo del presente lavoro. Ma, per essere coerente, ogni ricerca deve prima orientarsi seguendo alcuni modi di procedere fondamentali. Quest'introduzione ci permetterà di definirli nella misura in cui, considerata la complessità della materia storica che ci impegna, essa saprà tuttavia far risaltare alcune costanti.
Ci si è tanto domandati che cosa costituisca l'originalità del Cristainesimo rispetto all'Ellenismo. A fianco di differenze evidenti, un buon numero di testi restano comuni. Ma in verità, in tutti i casi in cui nasce una civiltà, grande questione dell'umanità, si verifica un cambiamento di piani e non una sostituzione di sistemi. Non è confrontando i dogmi cristiani e la filosofia greca che ci si può fare un'idea di ciò che li separa. Ma piuttosto sottolineando che il piano sentimentale ne quale si ponevano le comunità evangeliche è estraneo all'aspetto classico della sensibilità greca. Bisogna cercare ciò che ha costituito la novità del Cristianesimo sul piano affettivo dove i problemi si pongono, e non nel sistema che tenta di rispondervi. |