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SPAZIO GLOBALE: POLITICA ETICA E RELIGIONE
a cura di Gerardo Cunico e Alberto Pirni



Ottobre 2005

Collana L'albero dei limoni
Formato 13x21
Pagine 160
Prezzo di copertina euro 16,00
ISBN 88 8103 210 4
La globalizzazione è un fenomeno di inarrestabile portata con molteplici e potenzialmente pericolose conseguenze, che necessita di essere affrontato attraverso un'ampia ridefinizione delle categorie concettuali entro cui la modernità ha organizzato la vita sulla terra.
In un mondo che sembra divenire di giorno in giorno più piccolo, più uniforme, ma non per questo più pacificato – non è forse privo di importanza fermarsi a riflettere sul concetto di spazio, cioè sul "vivere insieme in uno stesso luogo". Ciò implica riflettere su ciò che era e su ciò che è diventato lo spazio pubblico, ovvero lo spazio della politica e porsi il problema della pace e del raggiungimento di una situazione di pacificazione stabilizzata una volta per tutte.
Il libro indaga queste accezioni di spazio attraverso un fecondo approccio teorico, che problematizza lo spazio religioso, cioè non solo lo spazio delle religioni ma anche del religioso tout court, come un minimum morale universalmente condiviso e condivisibile. Scritti di F. Camera, G. Cunico, A. Czajka, H. Küng, R. Mancini, C. Sini, D. Venturelli.


Gerardo Cunico, con Alberto Pirni, è ordinario di Filosofia all'Università di Genova, uno dei maggiori studiosi di Kant, Bloch e di messianismo. È stato direttore filosofico della prima Marietti genovese. Per Diabasis ha curato l'antologia di scritti kantiani Guerra e pace. Politica, religiosa, filosofica (2004). Insieme, sempre per Diabasis, hanno curato L'intellettuale nell'Islam di Hans Küng.

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Prefazione

Lo spazio in cui si colloca la riflessione filosofica è uno spazio storico e ideale, pratico e teorico, ma anche geopolitico e geoculturale, particolare e insieme universale, limitato ma al contempo allargabile al globo terrestre e idealmente al mondo intero. In un mondo che sembra divenire di giorno in giorno più piccolo, più uniforme – ma non per questo più pacificato – non è forse privo di importanza fermarsi a riflettere proprio sul concetto di spazio, ovvero sulla fondamentale determinazione categoriale ed esistenziale e sul decisivo compito pratico connesso all'idea dell'«essere insieme in uno stesso luogo». Spazio va inteso allora non solo come metafora, ma come un concetto ampio e dinamico, come «forma d'opera» (Bloch) di ciò che è in quanto è divenuto, ovvero in quanto potrà essere divenuto, condizione estensionale dell'esteriorità dell'intensivo, ma anche del suo estrinsecarsi, del suo prendere figura; va inteso come quadro relazionale o «forma della coesistenza», in senso ontologico, ma anch
e in senso sociale e storico.
Si tratta, riferito alla filosofia, di uno «spazio pubblico», che indica il mondo comune in cui viviamo, l'insieme e la struttura delle relazioni che lo formano, e in particolare la sfera pratica, non solo generalmente morale, ma anche «etica» (in senso hegeliano) ovvero «giuridica» (in senso kantiano): in ogni caso quella segnata dalla comunicazione e dall'interazione umana, dalle questioni della società, della comunità, della politica, della cultura.
Lo spazio della filosofia è però anche spazio religioso: non solo come un momento di questa sfera pubblica che rischiava (nel secolo passato) di essere sottostimato o riportato ad altro e che oggi forse rischia di essere nuovamente enfatizzato nei suoi risvolti più clamorosi e fuorvianti rispetto al suo significato e alla sua potenzialità genuina; ma anche e soprattutto come l'ambito delle domande fondamentali e radicali, che non può essere trascurato per le questioni «seconde» e che deve rimanere sfondo interrogativo, relativizzante e rinviante per tutte le prospettive più ravvicinate.
Si tratta allora di uno «spazio globale» in senso forte. Questo non indica soltanto una situazione che pare essersi aperta o si stia aprendo negli ultimi decenni, legata ad un'espansione dei raggi d'azione e ad un'accelerata riduzione delle distanze e dei tempi, che ha modificato o sta modificando radicalmente l'orizzonte degli scambi e delle decisioni economiche, delle relazioni sociali, delle comunicazioni pubbliche e interpersonali. Indica piuttosto l'orizzonte inclusivo, al contempo condizionatamente situato e incondizionatamente oltrepassante del domandare e del progettare filosofico.
Si affronteranno qui dunque, sotto questo titolo impegnativo, questioni che toccano il cuore del rapporto della filosofia col mondo in cui le accade di operare (alla sua maniera, ossia di riflettere, interrogare, mettere in questione, criticare, proporre, argomentare, prospettare): la questione della morale e del rapporto tra le diverse culture etiche, giuridiche e religiose. Nei contributi raccolti in questo volume tali temi saranno inseriti nel quadro della situazione odierna, che si è soliti indicare col termine globalizzazione. In termini problematici e trasversali verrà prospettata e discussa una via ulteriore e parallela, ma per vari aspetti convergente e complementare, a confronto di quella dell'ordine giuridico internazionale e sovranazionale ovvero del rispetto reciproco delle differenze su scala globale (multiculturalità). Ciò anche e proprio perché questa prospettiva ha ricevuto ultimamente colpi gravissimi, che possiamo solo sperare non siano fatali.
I contributi del presente volume risalgono in massima parte alle relazioni presentate alla Scuola di Alta Formazione di Acqui Terme nei giorni 15-17 Ottobre 2003 nell'ambito del Seminario sul tema Spazio pubblico, spazio religioso, spazio globale, organizzato dall'Assessorato alla Cultura della Città di Acqui Terme, in collaborazione con l'Istituto Italiano per gli Studi Filosofici, il Dipartimento di Filosofia dell'Università di Genova, il Liceo Scientifico «G. Parodi» e il Lions Club di Acqui Terme. Arricchiscono il volume un saggio di Hans Küng, messo a disposizione con straordinaria gentilezza dall'autore, e un testo di Anna Czajka sulla filosofia dell'interculturalità, che integrano opportunamente, da un'ottica più internazionale, la trattazione della complessa tematica.

Gerardo Cunico Alberto Pirni



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