
Maggio 2004
Collana I muri bianchi
Formato 13x21
Pagine 240
Prezzo di copertina € 17,50
Prezzo online € 10,50
ISBN 88 8103 320 8
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Dello stesso autore:


 | Il persistere di aspirazioni a una realizzazione nel lavoro, che i sostenitori della sua "fine" hanno forse liquidato troppo frettolosamente come inattuali, rende ancora utile una riflessione sull'utopia del lavoro divenuto bisogno vitale. Tuttavia l'autore segnala anche il rischio di includere in esso tutta la varietà delle dimensioni dell'esistenza.
Per evitare una più sottile ideologia del lavoro realizzante, occorre puntare su un aldilà del lavoro che sia però capace di retroagire su di esso arricchendone il contenuto. Questo momento ulteriore è stato riposto
abitualmente nel godimento o nel gioco.
A partire da Marx o in contrasto con lui, altri teorici presi in esame -– Marcuse, Arendt, esponenti del "Movimento antiutilitarista per le scienze sociali" (MAUSS) – ripropongono miti di liberazione del e dal lavoro,
ricongiungendo o disgiungendo la sfera del lavoro e quella della libertà. L'autore del libro propende per un rapporto di mutua dipendenza, piuttosto che gerarchico, tra le dimensioni della vita attiva, che secondo Arendt definiscono la condizione umana (il lavoro diretto alla soddisfazione dei bisogni, la costruzione di opere durature, l'agire politico). E trova poco convincente l'idea di una politica che trascenda l'ambito delle necessità naturali e sia indifferente alla ricerca della felicità.
L'Autore
Ferruccio Andolfi insegna Filosofia della storia all'Università di Parma. Si occupa dei rapporti tra umanesimo e individualismo con particolare riguardo alla storia del pensiero del secolo XIX. Ha curato edizioni italiane di Feuerbach, Marx, Guyau e Simmel. Ha pubblicato tra l'altro: L'egoismo e l'abnegazione. L'itinerario etico della sinistra hegeliana e il socialismo (1983) e Figure d'identità. Ricerche sul soggetto moderno (1988). Dirige «La società degli individui», quadrimestrale di teoria sociale e storia delle idee. |