Edizioni Diabasis Torna alla home-page
CARPINETI E ROMANO PRODI CITTADINO ONORARIO
di Alessandro Carri



Maggio 2005

Collana Stati di Luogo
Formato 16x23
Pagine 120
Prezzo di copertina euro 10,00
ISBN 88 8103 220 1

- scheda libro.pdf
È sul crinale che da Valestra conduce verso Felina e Castelnovo, terra matildica per eccellenza, che si dipana la cronaca dell'incontro felice tra Carpineti e Romano Prodi, "cittadino onorario" nell'estate del 1993. L'allora sindaco di Carpineti, Alessandro Carri, ci racconta i difficili anni di governo di uno storico e orgoglioso comune di montagna, con lo stile delle note di lavoro lasciate sul tavolo, che parlano di una storia che ancora ci riguarda. Carpineti come singolare microcosmo, in cui la cronaca locale si intreccia con la vicenda nazionale e la faticosa amministrazione locale con la grande narrazione politica. Ricordi, cronache, riflessioni, incontri. Il primo, quello con il cittadino carpinetano di adozione, con il Presidente Romano Prodi, nel dialogo felice fra il testo e le fotografie istantanee che restituiscono la gioiosa festa di una comunità condivisa. È una lettura invitante, mai scontata, da compiersi tutta d'un fiato come il cammino nello stretto sentiero del bosco sopra Carpineti, che promette lo sguardo largo del Castello.

Alessandro Carri è stato sindaco di Carpineti dal 1990 al 1995, sindaco di Canossa, deputato al Parlamento, consigliere comunale di Reggio Emilia e di Guastalla, consigliere provinciale di Reggio Emilia e regionale dell'Emilia Romagna. Ha pubblicato con Diabasis nel 1999 Matilde in Tibet. Dialoghi di un sogno che si fa realtà.


LEGGI LA PRIMA PAGINA


La candidatura a sindaco di Carpineti
(dicembre 1989)
Svolgevo ancora la mia attività di consigliere regionale quando, alla fine del 1989, fui interpellato sulla disponibilità a presentarmi candidato a sondaco del Comune di Carpineti per la lista di sinistra (Comunisti-Socialisti-indipendenti). Ci pensai qualche settimana e poi decisi per il sì.
Carpineti era allora amministrata dalla maggioranza di centro-destra che aveva conquistato il comune nel 1985. Sindaco era Eolo Biagini, allora repubblicano (PRI) e la giunta era composta da democristiani (in maggioranza) e indipendenti, sostenuta anche dalla destra. Si trattava insomma di riconquistare il Comune che era stato perduto per pochi voti. La sconfitta bruciava ancora per il PCI, solo da pochi mesi diventato PDS con la ormai famosa "svolta della Bolognina". Carpineti aveva conosciuto amministrazioni prestigiose, con sindaci come Domenico Farioli (deputato al Parlamento nazionale dal 1948 al 1953 per la Democrazia Cristiana); Nello Lusoli (deputato al Parlamento nazionale dal 1963 al 1968 e poi Senatore dal 1968 al 1973 del Partito Comunista Italiano); Bruno Valcavi (che si distinse, nel 1950, per la replica che svolse al congresso del PCI contro l'onorevole Valdo Magnani); Natale Caroli, che a sua volta divenne anche sindaco del Comune di Collagna e ancora Ivan Venturi e Irmo Bertani, che subì le conseguenze della grave crisi che si produsse nei rapporti tra comunisti e socialisti nel 1985 e fu sconfitto, alle elezioni di quell'anno, nonostante lea realizzazione di alcune importanti opere come quella del "Palazzetto dello Sport".
Seguì la discussa esperienza di Eolo Biagini, vulcvanico personaggio particolarmente legato alla storia e alla cultura della montagna.
Si trattava insomma di riportare alla sinistra un Comune della montagna, tradizionalmente di sinistra e con un passato storico leggendario che ne faceva uno dei più importanti della Provincia di Reggio Emilia.
A Carpineti, durante la lotta di Liberazione, avevano operato gran parte delle formazioni partigiane della provincia di Reggio Emilia e su quel territorio sis volsero battaglie cruente, come quella del Castello - che fu ripetutamente bombardato - e anche quella per il controllo della Statale 63, di collegamento tra Reggio Emilia e Castelnovo ne' Monti.


2004 © Edizioni Diabasis | Note legali | Credits