
Luglio 2003
Collana Quaderni americani
Formato 13x21
Pagine 152
Prezzo di copertina euro 12,50
ISBN 88 8103 256 2
- scheda libro.pdf | Le voci degli italiani emigrati che hanno contribuito alla conformazione dell'identità sociale e culturale dell'America Latina.
Di proprio pugno presenta e analizza testi autobiografici di emigranti italiani in Argentina e Brasile, senza la pretesa di conferire ad essi un valore lettarario, ma piuttosto con l'intento di verificare se e come si intersecano nella tradizione che ha definito i moderni caratteri del genere. L'analisi è interna a una lettura interdisciplinare delle tematcihe strettamente connesse con il fenomeno migratorio: la formazione culturale, il viaggio oceanico, l'identità nazionale e culturale, le quali avvicinano il genere autobiografico alla storia, alla psicologia, alla sociologia, all'etnologia, al folklore.
Camilla Cattarulla è ricercatrice di Lingua e letteratura ispano-americane presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell'Università di Roma Tre. Ha pubblicato, su volumi collettivi e riviste italiane e straniere, saggi relativi a letteratura di viaggio, autori ispano-americani contemporanei, identità nazionale ed emigrazione italiana in America Latina. Con Cristina Giorcelli e Anna Sacchi ha curato il volume Città reali e immaginarie del continente americano (Roma 1998). |
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IntroduzionePer pubblicare un libro sulla propria vita non è necessario essere qualcuno, né qualcosa, né niente. E' necessario soltanto scriverlo e, se possibile, scriverlo bene. Non c'è una sola vita che non possa essere scritta.
Augusto Monterroso, Trìptico
La trama di un'autobiografia è programmaticamente tesa verso la ricostruzione di un "io", di un'unità che le diverse esperienze di rottura hanno frantumato in maniera più o meno conflittuale. Pertanto il paradigma iniziatico, già considerato il modello più comune dell'autobiografia moderna, si presta anche all'analisi di autobiografie di emigranti. In esse, infatti, il superamento delle diverse prove (materiali, psicologiche) si configura spesso come un continuo processo di distruzione e ricostruzione di un io sballottato, volente o nolente, verso la ricerca di un centro in cui ricostituirsi. L'operazione autobiografica assume dunque il compito di riunire i diversi pezzi del mosaico dell'io, i quali nel loro insieme circoscrivono il soggetto e ne definiscono l'identità al momento della scrittura. Anche se non esplicitata, la ricerca d'identità diventa così il filo attraverso il quale si snoda la narrazione autobiografica.
La ricerca o meglio la definizione della propria identità è uno degli obiettivi che muove in modo particolare la scrittura autobiografica dell'emeigrante che, in quanto tale, ha vissuto un processo d'identificazione etnico, culturale e sociale non esente da tensioni e conflitti interiori determinati dalla sensazione di sentirsi "altro" rispetto alla società ospite e dalla necessità di doversi "cambiare". Ed è una ricerca insita nella condizione stessa di emigrante, una figura che sperimenta e produce sulla propria pelle la "configurazione culturale (...) tipica della condizione postmoderna; l'esperienza dei non luoghi, della perdita di senso e di funzione dell'appartenenza a sistemi di medio raggio".