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IL TEATRO DELLA POLITICA. TOCQUEVILLE TRA DEMOCRAZIA E RIVOLUZIONE
a cura di Federico Mioni



Novembre 1990

Collana I muri bianchi
Formato 13x21
Pagine 188
Prezzo di copertina 12,91 euro
ISBN 88 85258 01 8

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Quando si parte per l'esplorzione di una vasta regione, l'obiettivo realistico è la messa a fuoco di alcune province del territorio esaminato. Il pensiero di Alexis de Tocqueville si presenta, per ampiezza e profondità, quasi come un continente teorico, e consente una pluralità di itinerari. Un possibile percorso è offerto da questa raccolta di saggi, i quali, pur muovendo da differenti temi, convergono nell'intento di esplorare in primo luogo la teoria politica del pensatore francese. Comune è stata infatti la scelta di approfondire alcuni settori di un materiale teorico di straordinaria fecondità, più che quella di una ricostruzione specifica di carattere storico. Dunque, la definizione di una provincia della storia delle idee, e l'nterrogarsi su alcune eventuali (e non acquisite) provocazioni per il presente. Un tale intervento a più voci è però possibile soprattutto nel caso di un pensatore classico, quale è Tocqueville: in tali casi la densità teorica da un lato, la consapevolezza di non voler bruciare la necessaria contestualizzazione storica con superficiali attualizzazioni dall'altro, rendono legittima quella duplice ricerca di cui si diceva.


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Jean-Michel Besnier
TOCQUEVILLE E LA LIBERTA' POLITICA

La discussione sulla riattualizzazione di Tocqueville
Tocqueville costituisce oggi l'oggetto di un grande interesse, e questo merita di essee sottolineato. E' il segno di un'evoluzione nella nostra cultura politica o, meglio, il sintomo di un'assenza di creatività filologico-politica? Raymond Aron ricorda, nelle sue Memorie, di aver cercato di riconciliare Tocqueville con i lettori francesi anche quando l'autore della Democrazia in America era letto molto meno che negli Stati Uniti. Lo sforzo di Aron, in questo senso, era di presentare Tocqueville come un pioniere della sociologia e un discepolo di Montesquieu, pioniere nel senso che utilizza una metodologia del tutto moderna: inchieste, questionari, messa a punto di modelli teorici anticipanti l'ideal tipo di Max Weber...Inoltre, Aron sottolinea l'interesse ideologico che c'era negli anni Trenta a riattualizzare Tocqueville contro l'ortodossia di Durkheim: vi era in ciò la possibilità di "rinfacciare" un pensatore che non ha rotto con la filosofia politica (la sua opera conserva una dimensione militante) al sociologismo durkheimiano, responsabile per parte sua di una sorta di deificazione della società. Tocqueville è, agli occhi di Aron, un autore che permette di pensare l'articolazione dell'assetto sociale e del regime politico, e la loro interdipendenza, mentre la sociologia d'ispirazione durkheimiana conduce a negare ogni autonomia del politico in rapporto al sociale.


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