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L'INTELLETTUALE NELL'ISLAM
di Hans Küng



Maggio 2005

Collana L'albero dei limoni
Formato 13x21
Pagine 72
Prezzo di copertina euro 12,00
ISBN 88 8103 225 2

Rassegna stampa

- Hans Kung-la Repubblica.pdf
- M.C.Botti-Carlino.pdf


- scheda libro.pdf
Il libro costituisce una sostanziosa anticipazione del massiccio volume (quasi mille pagine) dedicato da Küng all'Islam e non ancora tradotto in italiano. Il teologo svizzero pone al centro della sua riflessione l'autonomia dell'intellettuale, necessaria al sorgere di una cultura umanistica e scientifica moderna e di una religiosità illuminata, rimarcando le conseguenze negative della sua mancanza nella involuzione dell'Islam. Se lo sviluppo del pensiero filosofico "indipendente" nell'alto Medio Evo segnò una straordinaria fioritura della civiltà e della società musulmane, la successiva emarginazione dei filosofi nell'Islam, a partire dal bando impartito contro Averroè, ha reso impossibile la "nascita dell'intellettuale" conosciuta dall'Europa nel Trecento e ha impedito per molti secoli uno sviluppo culturale, scientifico, tecnico, economico, sociale e politico paragonabile a quello del moderno Occidente. I tentativi di rinnovamento successivi sono stati frenati non solo dalle resistenze tradizionalistiche e dalle derive fondamentalistiche, ma anche dalla crisi del modello di civiltà occidentale, con il ruolo dell'intellettuale autonomo e critico.

Hans Küng, nato in Svizzera nel 1928, è noto in tutto il mondo per i suoi contributi al Concilio Vaticano II, per il dibattito sull'infallibilità, per i numerosi e fondamentali studi sulle grandi religioni mondiali (Ebraismo, 1991; Cristianesimo, 1994; Islam, 2004) e sul dialogo interreligioso. Dopo aver insegnato per quattro decenni teologia ecumenica all'Università di Tubinga, è attualmente presidente della "Fondazione Ethos Mondiale", che promuove su scala internazionale il consenso tra le religioni sulla base di un nucleo etico comune.

Gerardo Cunico, con Domenico Venturelli, è ordinario di Filosofia all'Università di Genova, uno dei maggiori studiosi di Kant, Bloch e di messianismo. È stato il direttore filosofico della prima Marietti genovese. Per Diabasis ha curato l'antologia di scritti kantiani Guerra e pace. Politica, religiosa, filosofica (2004).

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Premessa

È stato per me un onore straordinario quello che mi è stato tributato il 10 novembre 2004 dall'Università di Genova. Di cuore ringrazio ancora l'Ateneo genovese, e in particolare naturalmente la Facoltà di Lettere e Filosofia, per la grande gioia che mi hanno procurato conferendomi la laurea honoris causa in Filosofia. Questa onorificenza accademica è un vero incoraggiamento per tutta la mia attività scientifica e pubblica. Ma è anche l'esaudimento, ormai inatteso nella mia età avanzata, di un sogno della mia giovinezza. Cinque decenni fa, infatti, avevo l'intenzione di coronare la mia licenza in Filosofia, conseguita alla Gregoriana di Roma, con un dottorato in Lettere alla Sorbona e a Parigi avevo già ottenuto il necessario riconoscimento dell'equipollenza del mio titolo romano. Avevo poi anche scritto la dissertazione sul pensiero filosofico di Hegel, prevista per questo dottorato, ma la chiamata presso un'università tedesca mi fece apparire superfluo continuare l'iter del dottorato a Parigi.
E così i miei colleghi genovesi mi hanno donato, sola gratia, quello che io non ho conseguito operibus meis. La mia gratiarum actio può consistere soltanto in parole e in un piccolo segno: vorrei infatti dedicare alla Facoltà di Lettere e Filosofia dell'Università di Genova il mio prossimo opuscolo filosofico-teologico, che spero di pubblicare tra un anno circa, e che toccherà questioni fondamentali della scienza naturale riguardanti il cosmo e l'uomo.


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