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ANTICHI SAPORI DELLA TERRA E DELL'ACQUA - LA CUCINA DELLA BASSA PADANA
di Sandra Montani e Anita Veroni




Dicembre 2000

Collana Cucina
Formato 16x24
Pagine 152
Foto 20 in colore e b/n
Prezzo di copertina euro 10,33
ISBN 88 8103 192 2

- Scheda libro.pdf
Le Autrici, lungo un ideale "quadrilatero fertile e ghiottone" storico-gastronomico, che vede al suo centro Brescello, hanno percorso le strade della Bassa, tra Cremona, Mantova, Parma e Reggio, per scoprire i sapori e gli odori di un tempo passato. Attraverso documenti scritti e testimonianze orali di vecchie signore, di antiche osterie, di trattorie ormai scomparse, hanno ricostruito gli scenari di una tradizione conviviale-popolare e di un modo autenticamente padano di mangiare, vedere, sentire. Un libro accattivante, in cui sono contenute circa 200 ricette con profumi, ingredienti, gusti di un tempo: le ricette delle brave massaie padane. Lo stile è semplice e colloquiale, accompagnato da illustrazioni in bianco e nero e a colori che richiamano le atmosfere d'epoca.


Sandra Montani e Anita Veroni sono amiche da sempre. Nate a Brescello, lì vivono e poco lontano lavorano. Coltivano interesse per il territorio e per le geografie culturali, per le letture, l'arte, i ritrovi e i saperi. Ogni tanto desiderano, in modi diversi, dilatare lo spazio e il tempo del loro abitare a Brescello (un "mondo piccolo" amato) conoscendo altre terre. Sandra Montani ha collaborato per anni al lavoro della Biblioteca delle Donne di Parma. Anita Veroni lavora nell'ambito della scuola.





LEGGI LA PRIMA



Perché

Andare alla ricerca di ricette e modi di preparare il cibo della nostra tradizione è stato oltremodo piacevole, ci ha fornito l'occasione per venire a contatto con esperienze e saperi importanti, trasmessi da sempre non in forma scritta ma orale con l'esempio e la pratica quotidiana da madre a figlia. Ed ecco le azioni del bollire, cuocere, insaporire, lievitare in una serie di gesti sempre e solo femminili nel ripetersi quotidiano di una magica alchimia di elementi offerti dalla natura, ricercati con intelligenza in un rapporto antico tra «donna, cucina, magia» e proprio la pentola è l'oggetto simbolo che distingue la cucina privata (femminile) dalla cucina pubblica (maschile)... «La pentola era invece presente nelle tribù dove cucinavano le donne. Infatti la cucina familiare è prevalentemente femminile. Nel corso dei millenni questa cucina ha conquistato l'area della casa e dell'orto, dove si produceva buona parte degli alimenti vegetali e di cui la donna era regina o "reggitora", la rezdora padana… Quando l'uomo (o meglio la donna, come si è visto) incominciò a fare Cucina, l'umanità diventò sedentaria e i suoi componenti non poterono più allontanarsi molto da casa per cacciare… Femminile e maschile esistono anche nella cucina, la condizionano molto di più di quanto comunemente si creda, con influenze che si intrecciano nel corso della storia… Anche ricostruendo la cucina preistorica e quindi individuando la scelta e i trattamenti a cui gli alimenti erano sottoposti si è accertato che questa differenza esiste.
Le donne preistoriche raccoglievano cibi vegetali, uova ecc., gli uomini cacciavano… Diversi erano e restano i sistemi di preparazione degli alimenti e cioè la Cucina vera e propria: sistemi "morbidi" e "dolci" sono tendenzialmente usati dalle donne, sistemi "violenti" e "duri" dagli uomini…».


Dove

Tutto quello che da secoli "si mangia" in una terra di passaggio come la nostra è frutto di incontri, stratificazioni, presenza di elementi naturali, antropologici e culturali che si sono avvicendati, sovrapposti per necessità, per caso, per condizioni climatiche, risultato di conquista, di fatti economici, religiosi e politici.
Geograficamente la "Bassa padana", o meglio quella parte di cui intendiamo qui raccontare un aspetto, è una terra che conosciamo per esperienza di vissuti quotidiani, di cui sappiamo umori e sapori, profumi e odori, profili e linee, colori… È una sorta di sghembo pentagono compreso in una ideale linea che sta a ridosso del fiume Po e si estende a nord della Bassa mantovana, a ovest di Cremona, da Colorno a Parma, alla parte pianeggiante al di sotto della via Emilia, con una propaggine lungo gli argini del Po verso Gualtieri, Guastalla, Luzzara.
Questi luoghi furono soprattutto il territorio di dominio dei Romani, con riferimento all'antica Brixillum, poi gli insediamenti delle torme dei Galli Boi (Celti), su cui instaurarono i loro regni i Longobardi… In tempi più recenti il grande Cesare Zavattini ha così definito la sua terra: «La valle padana è il centro dell'Italia, qui ci sono i nodi decisivi, qui le cose si decideranno». A significare la grande importanza economica e politica che questa terra ha avuto e ha ancora.
In questa regione pianeggiante, crocevia di comunicazione fra nord e sud, fra i francesi e gli spagnoli, si avvicendarono le zone di appartenenza (e i luoghi di battaglia) sulle casate nobili dei Gonzaga, Estensi, Borbone, Farnese, Visconti… giungendo infine alla magnificenza di Colorno e di Parma ducale, nel grand siècle della città, sotto l'attenta amministrazione di Maria Luigia d'Austria, moglie di Napoleone.
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