
Marzo 2001
Collana Poesia
Formato 13x21
Pagine 72
Prezzo di copertina € 7,75
Prezzo online € 4,65
ISBN 88 8103 121 3
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| Poesia di grande leggerezza e trasparenza, la cui cura formale nulla toglie all'intenso calore dell'anima. Con una prefazione di Mario Luzi.
Linda come una tegola
dopo la pioggia, semplice
come una corda e un saio;
ti immaginai così, vita. Sbagliavo.
Emilio Zucchi è nato nel 1963 a Parma, dove vive. Ha pubblicato la raccolta poetica Il Pane (Campanotto Editore, 1994), recensita con interesse da Giovanni Giudici. Come critico scrive per Poesia, Aurea Parma e la Gazzetta di Parma, di cui è radattore. |
Prefazione
Mario Luzi
Leggo con piacere insolito e, devo dire, anche inspiegabile queste brevi poesie di Emilio Zucchi, linde, intense, ben levigate, accese appena da qualche estrosità. Il piacere insolito che trovo ha qualche analogia con quello che danno i vocalizzi, gli arpeggi sulle corse o sulla tastiera e simili esercizi che commuovono sempre per lo studio, la volontà, la passione che noi immaginiamo sostengano le mani innocenti. Anche gli studi basilari di figura o dei suoi particolari (la mano, l'orecchio, il piede e la caviglia) che si continuano a praticare anche in età adulta, dopo averli seguiti con fatica e incanto nella scuola, nell'accademia o nell'atelier di un maestro in piena gioventù hanno a che vedere con il genere di compiacimento che si ricava dalla lettura di queste pagine sobrie, quasi bianche del giovane Zucchi. Esse seguono e descrivono l'anno solare nelle sue quattro stagioni da qualche segno costante o occasionale. Grande pulizia, chiarezza, evidenza come nelle ore, incantevoli a ricordarle, dell'apprendimento di un'arte. E quella che viene glorificata è l'attenzione. L'attenzione al mondo, la vera musa secondo Cristina Campo.
Zucchi è, certo, ben oltre l'apprendimento, ma trova in quelle prove che esso continuamente richiede, l'ordine mentale e la disciplina formale per vivere e per scrivere. E usa con una casta e composta meraviglia il linguaggio che ne consegue. Per costruire ancor meglio in tempi ulteriori, per lavorare ancora più a fondo ed estendere il campo? Non importa, ora, saperlo. E' già un conforto questa sua ttitudine così chiara e positiva. |