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TRA MEMORIA E FINZIONE
Ilaria Magnani




Novembre 2004

Collana Quaderni americani
Formato 13x21
Pagine 192
Prezzo di copertina euro 13,50
ISBN 88 8103 317 8

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Ad oltre mezzo secolo dalle grandi migrazioni transoceaniche, nella narrativa argentina ricompaiono testi che affrontano il tema dell'immigrazione: un fenomeno letterario in costante crescita. Poiché le ragioni di ciò non sono da rintracciare solo nel panorama storico-politico degli ultimi vent'anni, nazionale e internazionale, si rende necessario un raffronto con i recenti indirizzi delle discipline storiche e sociali. Il confronto con le preesistenti opere di tematica similare, in ambito argentino, e con i caratteri della scrittura migratoria contemporanea, in generale, consente infatti di fissare le coordinate del fenomeno letterario e di definirne i tratti organici; primo fra tutti l'iscrizione entro il genere epico, di cui si rintracciano elementi classici accanto ad aspetti innovativi. La particolarità del genere mette in risalto il carattere fondante del filone narrativo: la ricca relazione spazio-memoria, la ricerca, la ridefinizione dei ruoli sessuali. Un libro che delinea un processo culturale multiforme e dinamico, che rivela come una tematica saldamente radicata nella contemporaneità.

L'autore

Ilaria Magnani è dottore di ricerca in Studi Americani presso l'Università degli Studi di Roma Tre. Ha tradotto testi di narrativa e di saggistica dallo spagnolo, dal francese e dal catalano per varie case editrici. Si occupa di letteratura argentina ed emigrazione con particolare riferimento alle tematiche relative all'identità, alla memoria e all'ibridazione linguistica, argomenti su cui ha pubblicato saggi in riviste e volumi collettanei.

LEGGI LA PRIMA PAGINA

In Argentina, l'immigrazione è un fenomeno centrale nella formazione del paese; in termini di letteratura contemporanea, essa ispira un inaspettato recupero tematico che negli ultimi venti anni ha dato vita ad una nuova produzione narrativa. Gli scrittori sono tutti affermati – da Antonio Dal Masetto a Héctor Tizón, da Mempo Giardinelli a Rubén Tizziani, da Ana María Shua ad Alicia Steimberg, da Roberto Raschella a Juan Carlos Martini – e le opere, anche nella particolarità del tema, hanno generalmente riscosso l'interesse del pubblico e della critica.
Si tratta di una scrittura incentrata sul passato otto e novecentesco che mostra però rapidamente la propria filiazione contemporanea e la necessità di rispondere ai quesiti dell'attualità. Come afferma Giardinelli, l'intento al momento della scrittura era quello di contrarrestare la «estrategia de la desmemoria» propugnata dalla «historia oficial»; ma anche – e sull'argomento concordano tutti gli autori – di creare un progetto per il futuro a partire da una domanda nodale e solo in apparenza semplice: «¿de dónde venimos?»


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