
Febbraio 2005
Collana Cucina
Formato 16x23
Pagine 240
Illustrazioni disegni in b/n
Prezzo di copertina € 12,91
Prezzo online € 7,75
ISBN 88 8103 170 1
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 | Ivanna Rossi ha fatto i suoi Porci Comodi venti anni fa, in veste di assessore alla cultura del Comune di Reggio Emilia: una delle prime iniziative pubbliche in cui si indagava il maiale come fatto di cultura, come bestia, ma anche come metafora, come giacimento di significati, tradizioni, sapori.
Replica ora con questa godibilissima guida-manuale del Continente Maiale in seconda edizione completamente rinnovata. In uno stile leggero e divertente, anche quando parla di dietetica e liquami, tra un flash e una folgorazione, una citazione e un "vade retro", fornisce un centinaio di ricette per carnivori incalliti (come le vulve trifolate) e per quasi vegetariani (come il bacio del maiale, messa direttamente a punto dall'autrice).
Ivanna Rossi è una delle più riconoscenti figlie di Porcopolis. Laureata in Filosofia, giornalista turistica, ha firmato varie guida di taglio giornalistico-narrativo. Collabora a TuttoTurismo e WeekEnd Viaggi. Nel 2005 ha pubblicato per Diabasis il romanzo Il cliente misterioso. |
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Introduzione, ovvero antipasto
Il maiale non è una droga, però, usato con malizia, funziona come doping. Ce lo insegna un episodio di cronaca reggiana. Protagonisti un paio di salami e una squadra di calcio un po' demotivata.
Nell'episodio, e nella vita, il salame rappresenta la quintessenza della simpatia un po' magica emanata dall'Animale a cui è dedicato questo libro, giunto alla seconda edizione. E ci evita un pericolo: quello di spendere una pagina intera per le descrizione del paesaggio olfattivo che l'ha ispirato, come abbiamo fatto la prima volta.
Sì, è vero che il paesaggio padano, verde, ricco e grasso, qui, a Reggio Emilia,
olet particolarmente, imponendo senza remissione il tema dei Porci Comodi e di quelli scomodi.
Però...anche il salame ha una sua intrigante comunicativa. Si impone. Lo sanno tutti. Così, quando Guglielmo Rossi ha cercato un rimedio per tirare su di morale la squadra di Sant'Ilario, ha dovuto solo scegliere due bei salami in cantina e lanciarli in campo: uno per ogni gol segnato contro la Pontiollese. Che si trattasse solo del campionato "promozione", non fa differenza, neanche per la RAI, che subito si è precipitata sul posto a intervistare il geniale ideatore dell'intervento in campo. Il signor Rossi ha dichiarato che non sapeva più a che santo votarsi, che c'era bisogno di allentare la tensione, di sdrammatizzare...Per questo ha pensato al salame: che si è rivelato una vera panacea.
Non c'è bisgono di scomodare un semiologo per decifrare il senso di un salame. Si tratta infatti di un insaccato che riassume in sé tutti i significati del maiale, con la differenza che è più presentabile; riporta alla mente un sapore di buon tempo andato, e, quando
è di quelli buoni, si mangia tassativamente coi migliori amici: per questo
fa squadra.
Questo libro cerca di raccontare un viaggio che va dal mefitico odore della bestia fino al profondo, segreto profume del salame: dal letame alla letizia.
Sappiamo dove e quando il viaggio comincia. Naturalmente il primo maggio, giorno della Rassegna Suinicola Internazionale, a Reggio Emilia, capoluogo di una provincia che conta cinque maiali ogni due abitanti, musulmani compresi.
Sappiamo anche perché comincia il primo maggio: perché maggio e maiale sono stretti parenti. Maiale viene infatti da majalis, sacro a Maia, madre di Mercurio e al mese di maggio che da lei prende il nome.
detto questo, non sappiamo dove il viaggio potrà finire. Ogni parte del mondo possiede infatti esemplari speciali di questa multiforme e straordinaria creatura. Per non parlare dei salumi e della gastronomia che ne deriva. Per esplorare il tema non basta una vita. Qualche esempio? Sanno tutti che l'Olanda alleva maiali con due costole in più, naturalmente per farne costate. Dal Vietnam viene invece un maialino da compagnia. Pesa al massimo trenta chili, è intelligente, smilzo, e marron. E' meglio di un cane: nessuno si sognerebbe di abbandonarlo al momento di andare in vacanza. I suoi prosciuttini, anch'essi da compagnia, sono deliziosi. Accanto a lui mostra i muscoli il superpig Duroc, che come niente, arriva ai quattro quintali. L'ingegneria genetica produce indivdui mai visti, sempre più duttili alle esigenze di mercato. Per contro, si assite al revival delle vecchie razze indigene, rimesse in produzione da appassionati, più filologi che allevatori. Dunque, in ogni regione si annidano antiche sorprese.
Pur avendo fatto ogni sforzo per percorrere altre lande col naso al vento, chiediamo scusa se - per forza di cose - molte informazioni girano intorno a Reggio Emilia, cioè all'epicentro del maiale e ai suoi immediati dintorni emiliano-romagnoli.