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LA CITTÀ DELLE COLONNE - LA CASA ESTÀ EN LA CALLE
di Alejo Carpentier e Paolo Gasparini



Dicembre 2002

Collana Le soglie
Formato 24x26
Illustrazioni 134 fotografie d'autore
Pagine 140
Prezzo di copertina euro 26,00
ISBN 88 8103 140 X

- scheda libro.pdf
Testo spagnolo a fronte

E' un libro di letteratura e di fotografia di grande forza culturale e tensione emotiva. Autori: Alejo Carpentier, il più grande scrittore cubano, e Paolo Gasparini, friulano-venezuelano, uno dei maggiori fotografi dell'America Latina. Dalla loro amicizia creativa, in un'azione dialogata e fraterna, è nato nel 1970 questo libro, ora in prima edizione italiana del tutto ripensata rispetto a quello originale: tanto nei testi, quanto nelle fotografie. Carpentier racconta L'Avana. Gasparini la fissa negli scatti della sua macchina fotografica, in un singolare percorso di avvicinamento, dal cielo alla terra, dai ricami urbani dei medios puntos e dei colonnati barocchi agli uomini che la abitano.

Alejo Carpentier nasce all'Avana nel 1904 a muore a Parigi nel 1980. Esule con Batista e poi addetto culturale della nuova Cuba di Fidel Castro, ha vissuto per lungo tempo in Francia. E' il maggior scrittore cubano e uno dei più grandi dell'America Latina. Di formazione culturale assai ampia, fece studi di architettura e acquisì una notevole formazione musicale, di cui la scrittura porta evidenti segni. Premio Cervantes 1977, la sua opera costituisce uno dei più significativi apporti della lingua spagnola alla letteratura del Novecento. Fra i suoi titoli, più volte editi in Italia, ricordiamo I passi perduti, Il secolo dei lumi, Concerto barocco, L'arpa e l'ombra.

Paolo Gasparini, friulano emigrato da una vita in Venezuela e residente a Caracas, è considerato uno dei maggiori fotografi latino-americani. L'ultimo suo libro fotografico, di tante mostre, è Megalopoli: libro a letture incrociate e multiple, dedicato a Città del Messico, Los Angeles, Rio de Janeiro.
Attualmente continua la sua ricerca sulle culture urbane con la preparazione di un audiovisivo, Sao Paulo: la muerte del Aura en la Era del Megacapital.


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L'aspetto dell'Avana quando si entra in porto - scriveva Alexander von Humboldt nei primissimi anni del secolo scorso - è uno dei più ridenti e pittoreschi di cui si possa godere nel litorale dell'America equinoziale, a nord dell'equatore. Questo luogo, celebrato dai viaggiatori di tutte le nazionalità, non possiede la lussureggiante vegetazione che adorna le rive del fiume Guayaquil, né la selvaggia maestosità delle coste rocciose di Rio de Janeiro, porti dell'emisfero australe, ma la grazia che, nei nostri climi, abbellisce i paesaggi coltivati, si fonde qui alla maestosità delle forme vegetali, al vigore organico che caratterizza la zona torrida. Sollecitato da impressioni tanto soavi, il viaggiatore europeo dimentica il pericolo sempre in agguato nelle popolose città delle Antille; cerca di comprendere i diversi elementi di un vasto paesaggio, di contemplare le fortezze che coronano gli scogli ad est del porto, il lago interno, circondato da villaggi e fattorie, le palme che raggiungono altezze prodigiose, la città seminascosta da una selva di alberi e dalle vele delle barche...
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