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FORTEBRACCIO. VITA E SATIRA DI MARIO MELLONI
a cura di Pasquale Di Bello e Paola Furlan



Collana Stati di Luogo
Formato: 16 x 23
Pagine: 280
Illustrazioni: 65 b/n
Prezzo di copertina: e 18,00
ISBN: 978-88-8103-641-7

Prefazione di Michele Serra
Con un ricordo di Marisa Rodano


Mario Melloni, in arte Fortebraccio, è stato uno dei più grandi giornalisti satirici italiani. In senso più lato, è stato uno dei pochi scrittori umoristici memorabili in un paese che all'umorismo ha sempre preferito la commedia grassa e l'insulto astioso. Oggi il suo ricordo è ingiustamente attenuato, specie perché si è progressivamente disfatto il campo politico in cui Melloni visse e scrisse, quello comunista. Di lui hanno memoria viva soprattutto gli italiani che hanno passato i cinquanta, e si sono formati negli anni del grande scontro tra Dc e Pci, i due grandi partiti di massa oggi ingoiati dalla storia. I corsivi di Fortebraccio raccontarono quell'Italia, e quello scontro, con una forza polemica e una leggerezza incomparabili. Le due qualità – forza polemica e leggerezza – parrebbero in contrasto. Non lo furono, in Fortebraccio, in virtù di uno stile signorile e di una prosa educata che inquadravano in forma controllatissima i giudizi più ostili, le opinioni più crudeli. Come gli riuscisse, questo scrivere insieme cortese e feroce, questo capolavoro formale, è un enigma che meriterebbe almeno un paio di corsi universitari, e chissà che qualche italianista ispirato, qualche Facoltà non distratta, non voglia provvedere.
Michele Serra

Nota biografica

Mario Melloni nasce il 25 novembre 1902 a San Giorgio di Piano, «che per me è il più bel paese del mondo, molto meglio di Venezia». Muore a Milano il 28 giugno 1989. Mario Melloni non amava molto parlare di sé. A domanda, più volte aveva risposto: «La mia biografia è irrilevante e, a cominciare da me, non ha da interessare nessuno». Trovava noioso provare a raccontarla, «ma se volete proprio che la riassuma, come mi chiedete, in poche righe, lo farò addirittura ripetendo ciò che Gozzano ha scritto in sette parole di Totò Merùmeni: "Un giorno è nato – un giorno morirà"». A Nullo Cantaroni che lo vuole intervistare dichiara: «Risponderò alle tue domande: spero che le mie risposte ti accontentino. Ma se non ti piacciono, non pubblicare nulla: non sai quanto (lo dico sinceramente) amo che non si parli di me».



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