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LA SAGGEZZA DEL VIVERE. TRACCE DI ETICA
a cura di Alberto Sinigaglia







Aprile 2003

Collana Dei doveri e delle libertà
Formato 13x21
Pagine 160
Prezzo di copertina 11,00
Prezzo online € 6,60
ISBN 88 8103 381 X



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Un manuale di etica per il nostro tempo dalle maggiori penne italiane. Un libro da portare sempre con sé.

Alfredo Ambrosetti, Del leader
Dario Antiseri, Del mercato
Alessandro Barbero, Della memoria
Enzo Bianchi, Della preghiera
Giorgio Calabrese, Del nutrire
Ferdinando Camon, Dello scrivere
Furio Colombo, L'immoralità del silenzio
Gianfranco Dioguardi, Dell'intraprendere
Giampaolo Dossena, Del gioco
Umberto Galimberti, Del viandante nell'età della tecnica
Elena Loewenthal, Del dolore
Renato Mannheimer, Del sondaggio
Paolo Maurensig, Delle sfide
Stanislao Nievo, I dieci comandamenti del mare
Piergiorgio Odifreddi, La matematica del sentimento
Giorgio Pressburger, Dello spettatore
Quirino Principe, Dell'ingegnere
Mario Rigoni Stern, Della natura
Gianni Riotta, Nella Rete dell'umanità
Sergio Romano, Della ragion di stato
Vittorio Dan Segre, Della morte
Emanuele Severino, Della tecnica
Barbara Spinelli, Della guerra
Lietta Tornabuoni, Della critica
Gianni Vattimo, Dell'etica
Paolo Vineis, Del curare
Maurizio Viroli, Della lontananza
Gustavo Zagrebelsky, Della giustizia

Alberto Sinigaglia (Venezia 1948) vive e lavora a Torino, giornalista presso La Stampa per cui ha fondato, nel 1975, il supplemento culturale Tuttolibri. Autore di programmi radiofonici e televisivi per la RAI, insegna Giornalismo e Teoria tecnica del linguaggio presso l'Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia. E' presidente del Centro Studi sul giornalismo Gino Pestelli di Firenze.


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Prefazione
Si può vivere una vita etica o almeno tentare di viverla? Si può ancora parlare di saggezza o tornare a farlo? Etica è parola di cui pochi conoscono il significato. Saggezza è parola di cui troppi provano fastidio e timore, perciò desueta. Saggio è Chirone il Centauro educatore di Achille che grato gli carezza la barba. Saggi nell'iconografia antica sono vecchi canuti. O vecchie sdentate: sagge, se non folli o streghe. A volte bruciate come streghe perchè sagge. E se ci riappropiassimo di etica e saggezza? Se fossero le condizioni più avanzate e necessarie per affacciarci sul domani tra certezze inquietanti e incertezze stordenti? Se fossero i primi strumenti da riprendere in mano, da reinventare per vivere e non sopravvivere galleggiando su infìde correnti? Bisognerebbe provare a restituire loro un senso.
Altre parole invecchiando si perdono, si trasfigurano, cambiano concetto. Scompare il pensiero, il pensare. Chi pensa ha vergogna di farsi scoprire. Semmai parla di "meditazione" come di un massaggio rilassante, allontana il sospetto di un esame di coscienza, di un'immersione a capire, scandagliando il profondo. Intrigante era Jago e troppo tardi se ne avvidero Desdemona, Otello e quel dabben uomo di Cassio. Intrigante era, se non il brutto, certo il cattivo. Ora c'è chi trova intrigante una bella donna, nuo scrittore non banale, una poesia, un quadro, una mostra intera.


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