
Luglio 1999
Collana Biblioteca padana
Formato 13x19,5
Pagine 200
Prezzo di copertina euro 12,55
ISBN 88 8103 110 8
- scheda novità.pdf | Due mondi lontanissimi nel tempo e nello spazio cominciano, quasi per incanto, a interagire. E dialogano idee di pace, di libertà, tra utopia e progetto politico. Questo il senso ultimo di questo libro. Da un lato, Canossa di Matilde, nel cuore della civiltà europea, ha illuminato le vicende travagliate di Chiesa e Impero, assumendo il valore, anche simbolico, di dialogo. Dall'altro lato il buddhismo e il Tibet, una filosofia, una religione,un sistema di vita che, dalle vette più alte del mondo, ci ha comunicato infinite suggestioni, alimentando lo scambio tra culture. Alle soglie del nuovo millennio questo singolare "diario" racconta la fondazione della Casa del Tibet sulle colline di Canossa, l'attività della Società Matildica, una fitta rete di rapporti con le autorità cinesi e con il Dalai Lama. Non sappiamo quali saranno gli sviluppi di questa storia davvero impensabile. Le autorità cinesi sono venute nella terra di Matilde a parlare e a sostenere le loro ragioni; e vi sarà presto il Dalai Lama, cittadino onorario, a far risuonare alta la sua voce di pace. Che dalla pedecollina emiliana prendano forma sogni di tale portata ci sembra già di per sé una bella storia da raccontare.
Alessandro Carri è stato deputato e senatore della Repubblica per il PCI, consigliere e vicepresidente del Consiglio dell'Emilia Romagna, sindaco dei comuni di Canossa e di Carpineti, consigliere comunale e provinciale di Reggio Emilia. Attualmente è segretario regionale dell'AICCRE, Associazione dei Comuni e delle Regioni d'Europa e dell'Emilia Romagna, e presidente della assemblea dei soci della Società Matildica. Nel 2005 ha pubblicato, per Diabasis, Carpineti e Romano Prodi cittadino onorario. |
LEGGI LA PRIMA PAGINA
Prologo
Due mondi, assai lontani, nella storia, nelle tradizioni culturali e religiose, negli orientamenti politici e nelle istituzioni statuali, cominciano all'improvviso, quasi per incanto, ad interagire.
E producono idea di pace, di dialogo, di libertà.
Tra l'utopia e il progetto politico.
Questo, in sintesi, il senso ultimo di questo libro.
Da un lato il mondo di Matilde: una circoscritta area storico-culturale che, nel cuore dell'Europa, alle origini stesse della civiltà europea, ha da sempre illuminato le vicende travagliate dei grandi poteri universali (la Chiesa, l'Impero), assumendo, con il tempo e con le ricostruzioni storiografiche più o meno controverse, il significato della ricerca di un equilibrio pacifico e dialogante.
Dall'altro il mondo di una religione, di un pensiero, di un sistema di vita che, dalle vette più alte del pianeta, ci ha come inondato di infinite suggestioni, alimentando infine il tempo in cui viviamo di una nuova linfa di universalità dialogante.
Come concepire un ponte tra questa due realtà?
Alle soglie del nuovo millennio ci possono essere tanti esempi di globalizzazione, alcuni davvero sorprendenti. Come si potrà vedere dalle pagine di questo singolare "diario", prima la fondazione abbastanza "casuale" di una particolare comunità culturale sulle colline di Canossa (la Casa del Tibet), poi un'intensa attività di una associazione di Enti locali e privati (la Società Matildica), infine una fitta rete di rapporti con le autorità cinesi e con lo stesso Dalai Lama, hanno consentito di mettere in piedi una esperienza davvero impensabile. Una esperienza di dialogo.
Non sappiamo quali saranno gli sviluppi di questa storia, data l'obiettiva complessità delle problematiche relative ai rapporti con la Cina e il Tibet.
Sappiamo però che le autorità cinesi sono venute nella terra di Matilde a parlare e a sostenere le loro ragioni. Sappiamo che il Dalai Lama sarà qui in autunno, cittadino onorario, a far risuonare alta la sua voce di pace.
E che dalle nostre terre padane prendano forma sogni e speranze di tale portata ci sembra già di per sé una bella storia da raccontare.