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LA SCUOLA DELL'UOMO
di Guido Calogero



Dicembre 2003

Collana Dei doveri e delle libertà
Formato 13x21
Pagine 208
Prezzo di copertina euro 15,20
ISBN 88 8103 272 4

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Pubblicato nel 1939, La scuola dell'uomo rielabora le lezioni che Guido Calogero tenne al corso di Pedagogia dell'Università di Pisa, durante l'anno accademico 1938-39.
L'opera svolge in maniera ampia e organica l'idea di moralismo assoluto secondo cui la legge morale non è una condizione, ma un programma della volontà [...] la volontà che si voglia in un certo modo, ed è la proposta di un attualissimo manuale di etica e di educazione civica per il nostro tempo scritto da un filosofo che fu "il più giovane dei maestri" di Bobbio e di Ciampi.

Guido Calogero, educatore antifascista, teorico del liberalsocialismo e della filosofia del dialogo, è stato un grande studioso della filosofia greca, un originale pensatore, ma anche un intellettuale poliedrico impegnato nella lotta politica, nel dibattito ideale, nel giornalismo. Calogero fu protagonista di quella cultura laica e progressista che si ritrovò nell'esperienza del Partito d'azione e seppe portare avanti una solida, pur se minoritaria, filosofia civile.
Tra le sue opere: Etica, giuridica, politica (Einaudi 1946), Saggi di etica e teoria del diritto (Laterza 1947), La filosofia del dialogo (Edizioni di Comunità 1962), Difesa del liberalsocialismo ed altri saggi (Marzorati 1971). Curato da Thomas Casadei è uscito per Diabasis Le regole della democrazia e le ragioni del socialismo (2001).


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1. Io e gli altri
Qualunque uomo di buon senso sa che non si conversa senza essere in due, e che per influire sull'animo di una persona è anzitutto indispensabile che ci sia questa persona. Si può quindi star certi che non avrà nulla da opporre a chi gli dica che affinché si abbia educazione è necessario che ci sia, da un lato, qualcuno che educhi e, dall'altro, qualcuno che venga educato.
Sarà anzi prevedibile che, a chi gli tenga un simile discorso, egli mostri la faccia meravigliata di chi si sente esibire tautologie inconcludenti. E se assentirà con condiscendenza, lo farà in quanto sarà convinto, per la sua stessa ragionevolezza, che per conversare e discutere e mettere in chiaro l'accordo e il disaccordo delle opinioni conviene partire da nozioni così patenti ed ovvie, da escludere ogni possibile dissenso. Perché ci sia educazione, è necessario che ci sia un educatore e un educando: chi potrebbe mettere in dubbio una simile banalità?
Eppure questo stesso uomo di buon senso, se da quelle più o meno semplici ed occasionali riflessioni sul fenomeno educativo, a cui è in ogni caso condotto dalla vita, passa, di proposito, a un esame approfondito del problema studiando pedagogia e filosofia dell'educazione, trova che le più moderne e fondate dottrine muovono da un concetto, che si può dire addirittura opposto. Trova che il miglior pensiero educativo presuppone e sostiene a un tempo il principio che l'educazione non è eteroeducazione, ma autoeducazione; che cioè non si educa mai propriamente altri, ma, sempre, se medesimo; che non c'è alterità fra educatore ed educando, perché non è vero maestro chi presume di esser già educato e di non doversi ancora educare, e non c'è scolaro che si educhi altrimenti che da se stesso, sentendo l'opera del maestro come un momento del proprio spirito.






    Opere di Thomas Casadei per Diabasis:





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