
Maggio 2005
Collana Etica Giuridica Politica
Formato 13x21
Pagine 216
Prezzo di copertina € 15,00
Prezzo online € 9,00
ISBN 88 8103 224 4
Acquista ora con il 40% di sconto + un nostro omaggio editoriale

Rassegna stampa
- Anne Donchin-l'Unità.pdf
Marina Lalatta - Jura Gentium
- scheda libro.pdf | La raccolta di saggi prende in considerazione la procreazione assistita, il controllo delle nascite, l'interruzione volontaria della gravidanza, fornendo una articolata mappa del dibattito femminista in bioetica (con scritti di Hilde Lindemann Nelson, Laura M. Purdy, Susan Sherwin, Susanne Gibson, Anne Donchin, Rosemarie Tong, Ruth Chadwick). L'antologia è di alta divulgazione e diretta a un vasto pubblico, per riuscire a sviluppare una differente consapevolezza sulla materia, nonché portare una diversa voce all'interno del dibattito italiano, con riferimento alle norme in materia di procreazione assistita – al centro della campagna e della consultazione referendaria ormai imminente – nonché sulle questioni relative all'interruzione volontaria della gravidanza.
Carla Faralli è ordinario di Filosofia del diritto presso la Facoltà di Giurisprudenza dell'Università di Bologna ed è direttore del Cirsfid (Centro Interdipartimentale di Ricerca in Storia del Diritto, Filosofia e Sociologia del Diritto e Informatica Giuridica "Guido Fassò - Augusto Gaudenzi" dell'Università degli Studi di Bologna). Tra le sue ultime pubblicazioni: La filosofia del diritto contemporanea (Laterza, 2002).
Cecilia Cortesi insegna Genere e bioetica all'Università degli Studi di Milano. |
LEGGI LA PRIMA PAGINA
Introduzione
Carlo Flamigni e Marina Mengarelli Flamigni
Come è noto, la rivoluzione riproduttiva è diventata fisicamente tangibile nel 1978, con la nascita della prima bambina il cui concepimento venne aiutato dalle procedure di fecondazione assistita.
Sotto questa etichetta si raccolgono questioni biologiche, sociali e culturali, applicate al processo di trasmissione della vita che hanno attirato l'attenzione anche del pensiero e della scrittura di quella vasta gamma di autrici le quali, pur appartenendo a una categoria ampia e diversificata, si definiscono, in generale, come femministe.
Neppure la bioetica sfugge all'analisi critica delle scrittrici femministe.
I bioeticisti sembrano spesso considerare la materia di cui si occupano come neutrale rispetto agli effetti della discriminazione di genere, con l'eccezione di alcune questioni che appaiono evidentemente riguardare le donne in modo diretto. Le nuove tecnologie della riproduzione sono un esempio di questa eccezione.
Si è sollevato, fra l'altro, il problema dell'effetto positivo, negativo o neutrale della bioetica sugli attuali modelli di oppressione e discriminazione delle donne.
Se si conclude che l'etica, piuttosto che rivelarsi uno strumento utile alla sfida dell'oppressione, sostiene la discriminazione, si pone l'esigenza di rielaborare una bioetica più compatibile con gli obiettivi morali del femminismo.
Un contributo assai noto, di Carol Gilligan volle mostrare che, quanto alla modalità della scelta morale, esistono due approcci: mentre l'etica tradizionale è radicata nell'etica della giustizia che si impegna nei confronti di princìpi astratti e universali, l'etica della cura e della responsabilità riguarda «una forma specifica di attenzione alla persona». L'obiettivo della Gilligan era quello di verificare, nei suoi studi empirici, come le donne siano molto più vicine all'etica della cura, mentre gli uomini si orientino più facilmente secondo un'etica della giustizia.
Non tutte le autrici credono però opportuno caratterizzare l'etica della cura come specificamente femminista. Ciò che più importa è l'attenzione al «dettaglio contestuale», alla vita delle persone, alla concretezza, ai particolari – in un'espressione, a ciò che risulta, volta per volta, normativamente rilevante nelle varie date circostanze.
Quali particolari contestuali possono ritenersi rilevanti per i giudizi normativi? Le opinioni del femminismo e della bioetica sono molto diverse: donde il senso di rileggere autrici femministe che hanno affrontato con passione civile e intelletuale alcuni delicati, cruciali temi di bioetica.