
Agosto 2005
Collana Stati di Luogo
Formato 16x23
Pagine 176
Prezzo di copertina euro 12,50
ISBN 88 8103 219 8
- scheda libro.pdf | L'aggressione mortale ai danni di un cliente del supermercato Coop di corso Garibaldi, a Reggio Emilia, porta alla chiusura temporanea del negozio (cosa non nuova e sempre temuta dagli affezzionati clienti) e induce una giornalista milanese, in città per lavoro, a una meticolosa indagine sul Corso e sulla zona circostante.
Nelle trame della ricerca sul delitto prende forma l'umanità di una strada, di un frammento di città. Gli abitanti sono sempre più attempati, spaesati e bisognosi di attenzioni, gli stranieri fanno sentire la loro presenza, i giovani sono dediti ai loro riti di gruppo, la memoria della città e della Storia si affievolisce. Il tessuto connettivo dei rapporti umani nel centro di Reggio ancora tiene, ma fino a quando?
Protagonisti assoluti, i commessi del supermercato, che compaiono nel romanzo col loro vero nome e cognome.
Il cliente misterioso (mistery shopper) esiste davvero, è un mestiere moderno, non sempre ben accetto, ma talvolta addirittura contemplato nei contratti di lavoro.
Ivanna Rossi abita a Reggio Emilia in corso Garibaldi, teatro del romanzo. Nota per I porci comodi (Diabasis, due edizioni, 1997-2000), ha pubblicato Nei dintorni di Don Camillo (Bur-Rizzoli 1994) e Don Camillo sono io (PR 1997). Giornalista specializzata in viaggi e turismo, ha al suo attivo anche la guida Grecia isole e Creta (CLUP 2001). |
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Capitolo primo
La Domitilla ha visto il diavolo
La chiesa di San Zenone è quasi sempre chiusa, per questo la perpetua Domitilla è costretta a pregare dove può, lìex perpetua, bisognerebbe dire, perché il parroco è venuto meno due anni fa e lei è andata in pensione, non torna più nella sua vecchia chiesa, piuttosto va a inginocchiarsi nella basilica della Ghiara, ed è lì che verso sera si può percepire il diavolo come pericolo reale, sembra che da un momento all'altro cada giù a capofitto da un affresco del Tiarini, spaventato a morte dalla bandiera rossa di San Michele Arcangelo.
Le alucce da struzzo senza penne non possono reggere più a lungo in aria il corpo nerboruto e muscoloso del demonio, la coda lunga si drizza come uno staffile e s'inanella per lo spasimo. Il maligno è pesante come il piombo, cadendo perforerà il pavimento di marmo e raggiungerà le regioni sulfuree da cui proviene il leggero sentore di fogna che annuncia l'arrivo dell'estate.
L'improvviso sbalzo di temperatura è tremendo, non c'è da meravigliarsi se la perpetua, una creatura molto sensibile e virginale, per quasi cinquant'anni coadiutrice del parroco con qualifica di campanara, viene visitata nottetempo dalla Bestia, che nel frattempo ha avuto il tempo di risalire dagli inferi, di riacquistare la posizione eretta, di rincorrere la povera donna su per le scale, di aspettarla nascosto sotto il letto, di darle sberle in faccia e di giocarle lubrichi scherzi erotici per mezzo di santini innocenti e immaginette sacre. Con lei però non c'è niente da fare, è armata di preghiere cattoliche, scongiuri e istruzioni di esorcisti, ha una scorta di acqua benedetta, con cui prima di dormire spruzza il suo lindo appartamentino dipinto di azzurro, gioiosamente abitato da orsacchiotti, poesie, quadretti, fotografie, crocefissi, santi, madonne, biancaneve coi sette nani.
Al sorgere del sole, più nessuna traccia del diavolo. L'unico elemento di cattiveria è rappresentato dai piccioni che stanno in agguato sul terrazzino che dà su piazza San Zenone, entrano in casa attirati dalla torta di riso con le mandorle, ognuno vuole beccare in esclusiva, la piccola cucina diventa un campo di battaglia. Lei non ha fame, fa troppo caldo per mangiare.
Il diavolo finisce sui giornali non appena va in vacanza la politica e improvvisamente non si sa più che cosa scrivere e di chi sparlare. La lettura di questa storia, riportata nella terza pagina del Gazzettino, mi tiene una gran compagnia durante il viaggio in trena da Milano a Reggio Emilia.