
Novembre 2003
Collana Il Pomerio
Formato 16x23
Pagine 304
Prezzo di copertina € 20,00
Prezzo online € 12,00
ISBN 88 8103 308 9
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- scheda libro.pdf | A cura di Silvia Spaggiari
Dalla metà del XVIII secolo viene definitivamente sancita l'autonomia della guida artistica quale genere letterario. Anche Reggio Emilia ebbe i suoi Baedeker: fra questi, la Guida compilata nel 1857 da Prospero Fantuzzi, rimasta finora inedita e conservata, in autografo, presso la Biblioteca Panizzi della città.
Fantuzzi, poligrafo reggiano, accompagna il lettore nei luoghi più noti e suggestivi, partendo da Piazza Prampolini (Piazza Grande), attraverso gli edifici sacri e laici, per giungere alla periferia con la Villa di Rivalta. Prende forma così un itinerario dettagliato, con curiose note di colore locale, fra le emergenze storico-artistiche reggiane dopo le spoliazioni napoleoniche. Oltre a un profilo dell'autore, corredano questa edizione integrale del testo un apparato di notazioni filologiche e storiche, gli indici dei luoghi e degli artisti, uno studio sulla letteratura di viaggio e un panorama delle guide artistiche prodotte a Reggio tra il Seicento e il Novecento.
Prospero Fantuzzi (1799-1864), fedele inteprete della tradizione erudita estense, esercita, dopo la laurea in Giurisprudenza conseguita nel 1820, la professione di avvocato e vicesegretario comunale; parallelamente coltiva la passione per la storia locale, grazie anche alla ricchissima biblioteca dello zio, l'abate Gaetano. Per tutta la vita affiancherà agli incarichi istituzionali un costante e infaticabile studio sui vari aspetti della vita civile e culturale di Reggio. Le migliaia di sue pagine manoscritte (cronache, memorie, diari), conservate presso la biblioteca Panizzi e ancora quasi totalmente inedite, costituiscono oggi una fonte inesauribile di notizie e informazioni sulla realtà del territorio cittadino, dalle origini alla prima metà del XIX secolo.
Silvia Spaggiari si è laureata nel 2001 presso l'Università di Parma con una tesi in Storia della critica d'arte, che ha ottenuto il Premio Campanini della Deputazione di Storia Patria di Reggio Emilia. Attualmente è operatrice culturale presso un'amministrazione comunale della provincia di Reggio Emilia. |
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Guida
[1r] Riferiscono molti dei nostri istorici in appoggio delli varj scrittori latini e greci, che questa città porta il nome del vero suo fondatore
Reggio Toscano. L'anno 3073 del mondo, avanti Roma 1445 all'incirca, Reggio avea qui trasportato la sua colonia, ed innalzato una città che ne ricevette il suo nome.
La città di Reggio però da lui fondata ritiensi che fosse nel piano-colle, precisamente dove in oggi esiste la villa Roncolo. Già un campo, in quel contorno appellasi
Reggio dalle Cannine, forse dalle canne a paglia, di cui le case o meglio le capanne che componevano la città erano intessute, quale si fu in origine l'antica Roma. Certo egli è pure che nella linea de' colli nostri dal Crostolo all'Enza sonosi mai sempre scoperte, e tuttodì si scuoprono traccie di spesse abitazioni e di antichità.
Lasciando nelle caligini sempre oscure la prima origine nostra, accenneremo con più certezza che Marco Emilio Lepido console romano scacciati da queste parti li Galli Boj, l'anno del mondo 3779 avanti la nascita del Redentore anni 206 qui lasciava una colonia romana, che soffermossi nel punto dove ora esiste la nostra città; la nuova colonia presa qui la sua sede denominossi
Emilia. Pare che il sito primitivo potess'essere quello che pur oggi è registrato
Borgo Emigliolo nel quartiere di Santa Croce.
A questa città colonia, ed a questi novelli abitatori dovettersi unire abitanti d'altre parti, innamorati, e della bontà rara dell'aer nostro, e della piacevolezza ed ilarità della colonia di Lepido; e si può arguire senza presunzione e sicuramente senza errore, che venissero ad abitarvi nell'Emilia li abitatori del Reggio dei colli, e che a poco a poco il nome di Reggio si sostuisse al nome di Emilia. Da questa introduzione si spie- [1v]gherebbero agevolmente i motti delle monete antiche coniate in Reggio
Rhegium olim Aemiliam, Rhegium Aemiliam veteres, dei secoli XIV-XV.
Il fondatore perciò o meglio il restauratore della propria città e riconsciuto dai reggiani Marco Emilio Lepido, e da lui vien chiamato Reggio di Lepido, anche per differenziarlo da quel di Calabria, e noi ci diciamo genericamente
Regiensis, mentre i Calabresi s'intitolano
Regini.