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LEGGE, RAZZA E DIRITTI
a cura di Kendall Thomas e Gianfrancesco Zanetti





Maggio 2005

Collana Etica Giuridica Politica
Formato 13x21
Pagine 232
Prezzo di copertina 15,00
Prezzo online € 9,00
ISBN 88 8103 343 7



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Il concetto di "razza" è una categoria importante nel dibattito contemporaneo internazionale. Non solo da un punto di vista teorico: gli ethnic cleansing in Europa, i massacri fra Hutu e Tutsi in Africa, la diseguaglianza sociale in America, sono fenomeni non spiegabili senza fare ricorso a una nozione peraltro priva di qualsiasi valore "scientifico" (come ha brillantemente mostrato Cavalli Sforza). Nel contesto culturale e costituzionale americano, in particolare, la razza risulta essere, malgrado tutto, una chiave di lettura imprescindibile, a partire dalla quale si possono studiare alcune fra le principali questioni filosofico-giuridiche che interessano la specifica esperienza statunitense (quali la privacy, l'affirmative action e il racial profiling), ma che hanno, fondamentalmente, un potenziale valore universale.
Gli autori: Derrick A. Bell, Jr., Neil Gotanda, Ian F. Haney Lopez, Barbara Flagg, Kimberlé Crenshaw William, Gerald Torres e Lani Guinier, Duncan Kennedy, Cheryl I. Harris, Charles Luke Harris e Uma Narayan, Kendall Thomas.

Kendall Thomas è uno dei fondatori dei "Critical Race Studies" in America. Insegna Diritto Costituzionale alla Columbia University, (New York, NY), ed è un "intellettuale impegnato" molto noto negli ambienti della sinistra radical statunitense. Nel 1995 ha curato, insieme a K. Creenshaw, N. Gotanda, G. Peller una monumentale raccolta: Critical Race Theory. The Key Writings that Formed the Movement.
Gianfrancesco Zanetti insegna Filosofia del diritto e Informatica Giuridica alla Facoltà di Giurisprudenza dell'Università di Modena e Reggio Emilia e Political Theory all'Hunter College, CUNY, di New York. Ha coordinato, nel 2003, un fascicolo monografico sul lessico politico dedicato alla "razza" della rivista «Filosofia Politica» edita dal Mulino. È autore di Introduzione al pensiero normativo (Diabasis, 2004).


Sul sito Jura Gentium, nella sezione Discussioni online, è possibile accedere al forum su legge, "razza" e diritti, a partire dalla Critical Race Theory a dal volume curato da Kendall Thomas e Gianfrancesco Zanetti.

Sul numero 14 di ReF - Recensioni Filosofiche, è possibile leggere una recensione al volume.

LEGGI LA PRIMA PAGINA

Un'antologia di scritti della Critical Race Theory non può non cominciare con Brown. L'importanza di questo caso non può essere sopravvalutata: è questa la landmark opinion alla quale sempre il dibattito americano su razza e diritto invariabilmente ritorna. Si sono recentemente celebrati i cinquant'anni di Brown, e ancora la discussione su questo monumento della giurisprudenza statunitense non accenna a spegnersi1.
In questo caso, alla Corte Suprema – la Corte allora presieduta dal giudice Warren – era stato chiesto di dichiarare anticostituzionale il regime di segregazione razziale delle scuole pubbliche che aveva luogo in diverse parti del Paese. Chi era contrario all'istruzione pubblica segregata sosteneva che tali politiche violavano la Equal Protection Clause del Quattordicesimo Emendamento, uno dei tre che furono aggiunti alla Costituzione dopo la sconfitta del Sud nella Guerra Civile.
I difensori della segregazione razziale de jure fondavano la loro posizione sulla decisione del 1896 Plessy v. Ferguson, nella quale la Corte Suprema aveva confermato la costituzionalità di una legge della Louisiana che richiedeva scompartimenti «separati ma eguali», separate but equal, per i passeggeri bianchi e per quelli appartenenti a una razza colored. In uno dei più brevi giudizi mai emessi, la Corte di Brown concluse che perfino se le scuole per bambini bianchi e per bambini neri fossero materialmente eguali (e di fatto non lo furono mai) la dottrina separate but equal non poteva avere alcuno spazio nel campo dell'istruzione.
Un anno dopo, in quello che viene di solito chiamato Brown v. Board II, la Corte Suprema tornò in argomento, e richiese che si passasse alla desegregazione effettiva del sistema scolastico with all deliberate speed. Questa formula non ebbe successo – e parve permettere agli stati del Sud del paese di non adeguarsi ai criteri di principio che erano stati appunto stabiliti in Brown v. Board I.


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